Omicidio di Roberta Siragusa, il gip non convalida il fermo del fidanzato

giovedì 28 Gennaio 19:00 - di Redazione
Roberta Siragusa

Resta in carcere Pietro Morreale, il ragazzo di 19 anni arrestato con l’accusa di avere ucciso la fidanzata Roberta Siragusa di 17 anni di Caccamo (Palermo). Il giudice per le indagini preliminari, al termine dell’udienza di convalida e dopo una breve camera di consiglio, non ha convalidato il provvedimento di fermo,  ma ha applicato la custodia cautelare in carcere per il giovane. Il gip non ha ravvisato il pericolo di fuga per il giovane ma l’inquinamento delle prove. La Procura di Termini Imerese (Palermo) ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare, mentre la difesa aveva chiesto gli arresti domiciliari.

Omicidio di Roberta Siragusa

La Procura ha depositato agli atti dell’udienza di convalida del fermo di Pietro Morreale, anche la testimonianza del fratello della fidanzata, Roberta Siragusa. Il giovane ha detto ai magistrati che nel garage dell’abitazione a Caccamo c’era la vespa della sorella. Il fidanzato dopo l’arresto aveva raccontato agli investigatori che la ragazza si sarebbe gettata addosso della benzina dopo una lite tra i due. E che aveva in auto la bottiglia con la benzina perché serviva per la vespa della ragazza. Durante l’udienza per la convalida del fermo i Carabinieri avevano eseguito ulteriori rilievi scientifici nel parcheggio adiacente al campo sportivo. Le celle telefoniche indicano la presenza dei due fidanzati intorno all’una di notte di sabato. Intanto è slittata l’autopsia in un primo tempo fissata per ieri.

Orrore a Palermo

Ricordiamo l’orrore. Roberta Siragusa, 17 anni, è stata trovata morta in un burrone nella zona di Monte San Calogero a Caccamo. A far ritrovare il cadavere della ragazza è stato Pietro Morreale, il fidanzato 19enne, che ha accompagnato sul luogo i carabinieri. Roberta, scomparsa qualche giorno fa e su cui stava già indagando la Procura dei minori, era completamente carbonizzata. “Non l’ho uccisa”. Questa è l’unica frase pronunciata dal 19enne davanti al pm. Poi il silenzio. “La ricostruzione dei fatti” fornita dal giovane “contrasta totalmente con quanto accertato durante le indagini effettuate fino ad ora”, scrive il pm. La difesa del giovane ha chiesto l’incidente probatorio.

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