Luxuria: a Washington nuova marcia su Roma. Un paragone che è solo frutto di ignoranza

giovedì 7 Gennaio 16:59 - di Riccardo Angelini
Luxuria marcia su Roma

Vladimir Luxuria non trova di meglio da fare che paragonare l’assalto a Capitol Hill con la marcia su Roma: ”Marcia su Washington DC come la marcia su Roma: contro la democrazia il peggior marciume della società aizzato dal pazzo pericoloso Trump che non riconosce la propria sconfitta e vuole una nuova guerra civile in Usa”. Una sciocchezza frutto di ignoranza. Un errore che qualunque docente correggerebbe in modo severo. Verrebbe da dire: lasciate perdere la storia se non ci capite nulla.

La Marcia su Roma: colpo di Stato incruento

Primo: la marcia su Roma fu una manifestazione armata ma non ci furono assalti al Palazzo né scontri con la polizia e con le forze armate. Fu organizzata e preparata e tavolino come arma di pressione nei confronti del re Vittorio Emanuele III e del troppo debole governo Facta. 

Secondo: l’esercito guardava con favore ai fascisti e non li ostacolò.

Gli squadristi non erano una massa disorganizzata

Terzo: la massa degli squadristi non era disorganizzata e lasciata se stessa ma guidata da quattro quadrumviri di esperienza. Parliamo di veri leader e non di esaltati con le corna in testa come abbiamo visto a Washington. Per chiarire le fumose percezioni scolastiche di storia di Vladimir Luxuria ne ricordiamo brevemente le biografie.

I quadrumviri

Italo Balbo , futuro trasvolatore atlantico, ere stato volontario nella Prima Guerra Mondiale e a lui si deve il contrasto attivo nell’Emilia Romagna ai socialisti che minacciavano l’ordine pubblico nelle campagne padane. A lui gli americani hanno dedicato una “avenue” a Chicago, destino che difficilmente toccherà a uno dei manifestanti pro-Trump.

Cesare De Vecchi, già capitano di artiglieria durante la Grande Guerra, presiedeva l’associazione degli ex combattenti a Torino. Fu eletto deputato nel 1921 e divenne in seguito senatore del Regno.

Emilio De Bono era un generale, un militare decorato con tre medaglie d’argento al valore per le sue imprese durante la prima Guerra Mondiale.

Michele Bianchi era un ex redattore dell’Avanti!, ex socialista poi divenuto sindacalista rivoluzionario e infine volontario interventista nella Grande Guerra.

Mussolini sarebbe andato al potere lo stesso

Infine, la Marcia su Roma – al di là della mitizzazione che ne fece successivamente il regime – non fu determinante nel corso degli eventi storici. Mussolini, a soli 38 anni, ottenne l’incarico di formare il suo governo non in virtù di una manifestazione di piazza, seppur massiccia e ben organizzata, ma grazie alla sua capacità di mediazione politica, alla sua lungimiranza nel cogliere l’attimo  e al suo sapersi presentare, con successo, come l’unica personalità in grado di reggere le sorti del paese in quel difficile contesto.

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