La figuraccia di Sileri con Mara Venier: fa una gaffe, si imbarazza e ci mette una pezza

lunedì 4 Gennaio 11:42 - di Fortunata Cerri
Sileri

Figuraccia del viceministro Pierpaolo Sileri a Domenica In con Mara Venier. Tutto è iniziato quando la conduttrice di Rai1 gli ha chiesto se dopo la somministrazione del vaccino si potrà tornare a spostarsi liberamente e soprattutto togliere la mascherina: «Mi scusi, ma le mie domande sono terra terra». «Non si preoccupi, sono le stesse che fa mia madre», ha replicato Sileri suscitando la risata della Venier: «Ecco! Beh… quanti anni ha sua mamma? No perché prima Arcuri, ora lei… È del ’48? E allora io sono più piccola». Il viceministro è apparso un po’ imbarazzato ma ha prontamente corretto il tiro: «Mia madre sarà tra gli ultimi, non ha grosse comorbilità, sta bene, ha solo 72 anni. Ho recuperato?». «Ha recuperato bene, complimenti», ha scherzato la Venier chiudendo questo simpatico siparietto.

Sileri: «Tutti i vaccini disponibili entro sei mesi»

Nel corso della trasmissione Sileri ha poi spiegato che «verosimilmente, nel corso del primo semestre del 2021 progressivamente tutti i vaccini saranno disponibili. Il vaccino arriverà, ci saranno dosi scaglionate. Quando i vaccini saranno tutti approvati, le dosi saranno anche superiori alle esigenze della popolazione italiana. Fin da subito vanno protetti operatori sanitari e anziani, poi la vaccinazione procederà con il resto della popolazione». Per la vaccinazione di tutta la popolazione, «ci sarà una rete territoriale e ospedaliera, saranno coinvolti i medici di medicina generale e i pediatri. Tutta la rete sul territorio valuterà età, comorbilità e fattori di rischio per procedere alla vaccinazione con la somministrazione di due dosi».

L’obbligatorietà del vaccino «non è necessaria»

Quanto alla obbligatorietà del vaccino «non è necessaria». Ma «quando avremo più dosi dovremo monitorare cosa accade. Se dopo 2-3 mesi di campagna la vaccinazione non va avanti qualcosa deve essere fatto. Se un medico non crede a ciò che viene somministrato e a tutta la ricerca che c’è dietro, per me ha sbagliato lavoro. Sarà nostro compito spiegare agli scettici. Poi c’è una parte di no-vax, che pensano che vengano iniettati microchip, e quella è un’altra cosa…».

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