Il pressing di Giorgetti su Salvini: “La Lega dica sì a un governo istituzionale”

sabato 23 Gennaio 10:15 - di Eleonora Guerra
lega governo istituzionale

Un governo istituzionale, per evitare gli eventuali rischi di un voto anticipato. Anche nella Lega c’è chi è tentato dalla strada di risolvere la crisi con questo Parlamento, “se e quando” Conte dovesse dimettersi. Si tratta di Giancarlo Giorgetti, che in questi giorni sarebbe impegnato in un pressing sul segretario Matteo Salvini per fargli cambiare idea rispetto a quella già ampiamente manifestata della necessità delle urne.

Giorgetti spinge per la Lega in un governo istituzionale

A esporre in maniera articolata la posizione di Giorgetti è, oggi, un retroscena del Corriere della Sera firmato da Francesco Verderami. L’articolo rilancia le perplessità del vicesegretario del Carroccio già emerse nei giorni scorsi, sebbene sempre sotto forma di indiscrezioni, nelle quali si faceva anche un nome gradito: Mario Draghi. Secondo quanto riferito da Verderami, Giorgetti guarderebbe con favore alla strada del governo istituzionale per una serie di ragioni: la prima è che la Lega dimostrerebbe senso di responsabilità, con la possibilità di recuperare sul medio periodo quella perdita di consenso che potrebbe manifestarsi nell’immediato; la seconda è che questa scelta consentirebbe al Carroccio di avere voce in capitolo sull’elezione del prossimo presidente della Repubblica; la terza è che potrebbe sedere al tavolo delle riforme, compresa quella del sistema elettorale.

Le ragioni del no alle elezioni

Dunque, per Giorgetti nella scelta del governo istituzionale vi sarebbero una serie di vantaggi non ravvisabili nelle elezioni. Che, invece, comporterebbero alcuni rischi, primo fra tutti quello di non riuscire a governare dopo la vittoria. Inoltre, con la prospettiva concreta del voto anticipato, per Giorgetti, diventerebbe più serio il pericolo di una spaccatura della coalizione, con un pezzo del centro che potrebbe essere tentato dall’idea di dare il sostegno a un governo con un altro premier. E la Lega, a quel punto, ne rimarrebbe esclusa.

Giorgetti agita lo spettro del “complesso del Pci”

C’è però un argomento in particolare sul quale il retroscena del Corriere si sofferma più a lungo: il tema del rapporto con FdI. Giorgetti, secondo quanto riferito, lo chiama il “complesso del Pci”, ovvero la preoccupazione di non avere “nemici a sinistra”, che in questo caso sarebbe non avere “nemici a destra”. Insomma, secondo Giorgetti, Salvini rischierebbe di schiacciarsi troppo sulle posizioni di Giorgia Meloni. Il vicesegreatario della Lega, per questo, auspicherebbe che Salvini non ne venisse contagiato. Le pressioni di Giorgetti sul governo istituzionale, però, al momento non sembrano fare breccia. E proprio il moltiplicarsi dei retroscena che le riportano lo confermerebbe.

Le ragioni di Salvini per il voto

Salvini, come dichiarato anche dopo il vertice al Quirinale dell’altro giorno, continua a indicare la strada delle elezioni come via maestra, allineato alla posizione compatta di FdI. Questo consentirebbe – è il ragionamento politico del segretario, ricostruito in un retroscena di Affariitaliani – di capitalizzare le opportunità elettorali del momento e sarebbe la migliore garanzia della tenuta della coalizione, nella quale, a condizioni date, FdI non considera nemmeno altre ipotesi e Forza Italia teme i contraccolpi di consenso di un eventuale governo a maggioranza Ursula.

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