Crisi, il soccorso azzurro non scatterà. Berlusconi: «FI mai ciambella di salvataggio di Conte»

martedì 12 Gennaio 20:54 - di Valerio Falerni
Berlusconi

Di sicuro c’è solo la crisi, ormai inevitabile. Conte e Renzi, i duellanti, sono andati troppo avanti per poter innestare una retromarcia senza perdere la faccia. Il resto è avvolto nella nebbia dei “si dice” che verso sera, chissà perché, rimbombano nel Palazzo molto meno ipotetici di quanto non si rivelino all’indomani. Una voce particolarmente insistente investe Forza Italia e proviene dai piani alti del Pd: Goffredo Bettini. È stato lui, l’artefice del Conte-bis, a definire una «non eresia» il sostegno “responsabile” degli azzurri al governo orbo di Italia Viva. Bettini interloquisce con Gianni Letta che a sua volta ha il filo diretto con Berlusconi ancora ospite della figlia Marina in Provenza.

Berlusconi: «È teatrino della politica»

Il triangolo l’avevano considerato tutti. E non da ora. Ma finora non ha dato i frutti sperati. Neppure in forma di appoggio sotto banco previa implicita licenza del Cavaliere a qualcuno dei suoi. Berlusconi, insomma, resta alla finestra. Anche perché tuttora convinto che la maggioranza non cambierà colore. Non per caso ha rispolverato l’immagine del “teatrino della politica che nei tempi andati ne consolidava la fama di tycoon in lotta contro le nomenclature dei partiti, specie quelli alleati.  I bene informati assicurano che considera decisive le prossime mosse di Renzi. Berlusconi non tifa per lui. E neanche per Conte. Ma è pronto a smentire chi vede in Forza Italia la possibile ciambella di salvataggio del governo.

I forzisti: «Governo politicamente morto»

Vero, ha insistito molto sul concetto di opposizione responsabile e ha tenuto a marcare la differenza da Salvini e dalla Meloni. Ma ha pure puntualizzato che responsabile non vuol dire morbida. Insomma, a dispetto dei boatos che danno per certo l’arruolamento di “forzisti costruttori” da utilizzare al momento utile, sostegni a Conte da qui non arriveranno. Gli unici responsabili sono quelli annunciati da Clemente Mastella. Ma è difficile che diventeranno legioni. «Quando un governo è prigioniero  dell’1-X-2 – sentenzia il berlusconiano Giorgio Mulè -, significa che non c’è partita: politicamente è morto». Con tale viatico, è davvero difficile che la salvezza politica di Conte passi per il pallottoliere di Berlusconi.

 

 

 

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