Covid, medici di famiglia sul piede di guerra: “Assurdo, sanitari giovani vaccinati prima degli anziani”

giovedì 7 Gennaio 17:41 - di Redazione
Covid vaccino medici di famiglia

Covid, vaccino e medici di famiglia sul piede di guerra: «È assurdo. Gli operatori sanitari più giovani vaccinati prima degli anziani». Insomma, sul vaccino anti-Covid i conti non tornano. Almeno per i medici di famiglia che denunciano quanto starebbe accadendo sul fronte vaccinale. A tirare le somme e lanciare l’allarme, è Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) che, analizzando e commentando i dati, affida preoccupazione e recriminazione all’Adnkronos Salute. La quale, a sua volta, riferendo le parole dell’addetto ai lavori, segnala: ad oggi, sono già stati «sottoposti a vaccinazione 160.000 operatori tra i 20 e i 49 anni». «Contro i 140.000 vaccinati» nella fascia «50-70enni».

Covid, vaccino e medici di famiglia: denuncia e allarme

Dunque, entrando nel merito dell’allarme e dei suoi riscontri numerici, stando alla segnalazione di Scotti: «In Italia si stanno vaccinando maggiormente, contro il Covid, gli operatori sanitari più giovani rispetto ai più anziani. La quota dei professionisti vaccinati tra i 60 e i 69 anni è quella più bassa. Qualcuno dovrebbe spiegare il razionale scientifico di tutto questo». Non solo. Il segretario nazionale della Fimmg, scorrendo i dati dell’Aifa sulle vaccinazioni anti Covid ad oggi, rileva che «risultano 56.000 operatori 30-40enni, 51.000 tra 60 e 69 anni. E sono 160.000 se si sommano tutti i professionisti vaccinati tra i 20 e i 49 anni. A fronte dei 140.000 tra i 50 e i 70 anni».

«In Italia è una Babele, ma ovunque si stanno vaccinando prima i più anziani»

«Con questi numeri il nostro vi pare un Paese normale?», si chiede il leader Fimmg. «Soprattutto se consideriamo che l’Italia ha la media di età tra gli operatori sanitari più alta d’Europa. In una fase come questa, l’obiettivo nell’immediato, nell’interesse del servizio sanitario nazionale e della salute dei cittadini, non può essere quello di raggiungere “l’effetto gregge”. Perché – aggiunge Scotti – è impossibile in questo arco di tempo. Dobbiamo dunque proteggere chi ha più rischi di mortalità. Per questo in tutti i Paesi si stanno vaccinando prima le persone più anziane, nelle categorie prioritarie. L’Italia, invece, è quella che procede alla vaccinazione tra i sanitari: in ordine alfabetico, con la babele di chi arriva prima, ecc. Ogni Regione con un modello diverso», dice Scotti. Ricordando che, nella pandemia, i medici ospedalieri che hanno perso la vita avevano una età media di 68 anni. Quelli di famiglia di 64. Dunque – conclude – chi doveva essere vaccinato prima?»...

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