Consultazioni, i “piccoli” a Mattarella: «Sì a Conte». Ma il pallottoliere resta fermo

28 Gen 2021 13:34 - di Redazione
Conte

Nel vivo le consultazioni del presidente Mattarella si entrerà solo a partire dal pomeriggio di oggi. In mattinata, a partire dalle 10,30, davanti ai Corazzieri del Quirinale hanno sfilato solo i “piccoli”: prima le Autonomie, poi il gruppo Misto sempre del Senato, quindi Azione, Più Europa e Radicali italiani seguito dal Misto della Camera e,infine, il recentissimo Europeisti-Maie-Cd. Vero è che in una crisi la cui soluzione è rimessa al pallottoliere, anche un solo ha la sua importanza. Ma è altrettanto vero che una mera soluzione numerica non darebbe alcuna garanzia per l’avvenire.

Nel pomeriggio Mattarella riceverà Iv e Pd

È il motivo per cui il clou della giornata sarà l’incontro tra Mattarella e la delegazione di Italia Viva guidata da Matteo Renzi. Quelle già salite al Colle hanno più o meno recitato la medesima giaculatoria del reincarico a Renzi. Dalla De Petris di Leu, a Merlo del Maie passando per Tabacci e altri, tutti hanno chiesto al Capo dello Stato di riaffidare l’incarico a Giuseppe Conte. Tutti ad eccezione di Emma Bonino.

«Sì alla maggioranza “Ursula”»

Il richiamo alla Ue è decisivo per sigle come Azione (Carlo Calenda) e Più Europa (Bonino). Non stupisce, quindi, che l’europeismo posticcio abbia finito più per respingere che per attrarre i suoi esponenti. Lo schema proposto dalla delegazione radical-calendiana a Mattarella è la cosiddetta “maggioranza Ursula, dal nome della Von Der Leyen, presidente della Commissione europea. Ad eleggerla, circa un anno e mezzo al vertice del “governo” di Bruxelles furono i voti di Pd, Forza Italia e M5S. È il motivo per cui la Bonino ha chiesto un premier dal «profilo europeista e riformatore» capace di «coinvolgere le forze che in  Europa sostengono la Commissione guidata da Ursula von der Leyen».

 

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