Che ne sarà di Casalino? Gli italiani (e Palazzo Chigi) in ostaggio del “grande fratello” di Conte

domenica 31 Gennaio 16:18 - di Hoara Borselli

Il deux machina della comunicazione istituzionale di palazzo Chigi Rocco Casalino, tra sparate, clamori e burrascosi scivoloni ha anche lui suo malgrado segnato le fasi del governo Conte.
I rapporti tra il portavoce del premier dimissionario ed i media non sono mai stati idilliaci e spesso la diplomazia ha ceduto il passo a gaffe comunicative che poco si addicono al ruolo che riveste. Basti pensare a quando disse a Merlo, giornalista del Foglio «Adesso che il Foglio chiude, che fai? Mi dici a che serve il Foglio? Perché esiste?», limitandosi a dire che era una semplice battuta scherzosa perché lui è per la libertà di stampa e di parola come ossimoro a quanto affermato allo stesso Merlo.

Lo show mediatico del portavoce del premier

Un livore malcelato che il portavoce del premier si trascina proprio dalla sua partecipazione al GF, regalandogli l’illusoria possibilità di entrare nel mondo dello spettacolo ma che poi subito dopo lo mette in disparte.
E questo non va proprio giù al Casalino Nazionale che qualche anno dopo essere uscito dalla porta rossa del mondo dorato, diventa la punta di diamante della comunicazione del Movimento del ‘vaffa’ e inizia a prendersi la sua rivincita per l’indifferenza che il mondo della televisione gli ha riservato, attaccando la conduttrice Daria Bignardi, moglie di Luca Sofri, figlio dell’ex leader di Lotta Continua Adriano Sofri, condannato per l’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi.
“Come si sente tuo figlio a scuola ad avere il nonno mandante di un assassinio? Come è l’aver sposato il figlio di un assassino?”.
Ecco la prima stoccata, la prima misera rivincita.

Da Grande Fratello a Palazzo Chigi

La sua tracotante boriosità raggiunge l’apice con l’arrivo a Palazzo Chigi dove inizia il suo personale Grande Fratello, quel mondo agognato per merito del quale, per sua stessa ammissione, disse di avere scoperto di avere un lato cattivo, di essere un falso, di essere un manipolatore. Lui diventa lo scrittore del nuovo format a 5Stelle.
‘Ho gestito tutte le nomination, infatti non sono mai stato nominato fino all’ultimo giorno. Spiegavo agli altri concorrenti come votare e loro eseguivano’, ed ecco che di fronte ad una tale capacità strategica, Conte si affida totalmente a lui in un percorso condiviso che in breve tempo lo porterà a diventare Premier.
Se la pandemia ha mostrato i lati più fragili e distruttivi di un virus a livello sanitario, a livello comunicativo Casalino crea il suo ‘mostro’ perfetto. I media tradizionali vengono lasciati sempre più fuori, Conte si rivolge direttamente via social alla rete, emanando Dpcm dal suo profilo Facebook , senza contraddittorio ne’ confronti. Dirette che arrivano agli orari più assurdi come quella delle 23,30. Dirette distoniche che hanno portato ad un’informazione opaca con tanti interrogativi e incertezze ma nel Casalino pensiero diventa più importante festeggiare il record di dirette social.

Il click day di Rocco Casalino al servizio di Conte

Un istrionico modo di comunicare che ha avuto il suo punto di svolta con le conferenze stampa di Conte. Per accreditarsi non basta il tesserino da giornalista che certifica il diritto a svolgere il proprio lavoro, bisogna partecipare ad una sorta di click day. Vince il “fortunato’,
Il più veloce.
Casalino porta avanti il suo spettacolo, presente ovviamente davanti alle telecamere insieme al premier nominando i pochissimi giornalisti a cui è concessa solo una domanda. Se si osa chiedere qualcosa in più si finisce nel ‘tugurio obbligato del silenzio’ come la Fusani nell’ultima conferenza stampa.
Ora che anche Renzi vuole la sua testa, Conte lo porterà con sé in un’ipotetica nuova avventura o lo sacrificherà sull’altare del rimpasto?
Non possiamo negare che Casalino abbia stravolto l’istituzionalita’ della comunicazione di Palazzo Chigi facendola assomigliare sempre più a quel Grande Fratello mediatico cui tutti stiamo partecipando.
Ora vediamo se uscirà Casalino o con le sue strategie scamperà anche questa nomination.

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