«Bruciamogli casa»: minacce all’assessore Giorgia Latini. Il silenzio complice della sinistra

lunedì 11 Gennaio 14:15 - di Chiara Volpi
minacce e insulti a Giorgia Latini

Bordata di pesantissime minacce e insulti contro Giorgia Latini. Una vera a propria dichiarazione di guerra, quella scatenata contro l’esponente della Regione Marche, fino a pochi mesi fa deputata della Lega e ora assessore alla Cultura, all’Istruzione e alle Pari opportunità. Una campagna d’odio che gli haters della Latini sono arrivati addirittura a verbalizzare in un minaccioso: «Andiamo a bruciargli casa». Il più forte dei cartelli e delle intimidazioni arrivate all’indirizzo della giovane assessora, durante le manifestazioni della rete per la difesa del diritto all’aborto. E tra questi, anche l’odioso hashtag: «Questa è guerra». Seguito a «la Regione arretra, le donne avanzano. Molto più di 194, questa è guerra». E sono solo alcuni dei cartelli esposti contro l’assessore della Regione Marche. Alla quale è arrivato il sostegno del governatore Francesco Acquaroli e la solidarietà di esponenti del centrodestra, da Lega a Fratelli d’Italia, passando per Forza Italia.

Minacce e insulti contro l’assessore Giorgia Latini

Una guerra di insulti, minacce e scritte ingiuriose che, come opportunamente rilevato dalla stessa Giorgia Latini, bersaglio degli strali, «si commentano da sole». Ma la donna non cede e conferma: «Non presenterò alcuna denuncia – fa sapere – ma di sicuro non ho intenzione di lasciarmi intimidire». Una vicenda vergognosa, che finora non ha però minimante ridestato le coscienze buoniste delle donne di sinistra, finora silenti sull’increscioso caso. Ma davvero l’onorevole Boldrini e colleghe non hanno nulla da dire a riguardo? Rispetto alla vile aggressione perpetrata contro una donna che ha il torto di pensarla diversamente dalla vulgata di sinistra? Nulla da dichiarare a sostegno di una figura istituzionale, vittima di una deriva intimidatoria pericolosa e inammissibile?

La sinistra ora condanni: perché tace sul caso?

Una deriva integralista, maldestramente ammantata del pannicello caldo di una falsa lotta per i diritti civili e le libertà. Ma in realtà mirata esclusivamente all’affermazione e legittimazione del pensiero unico in materia vita e diritto alla vita. Perché, come ribadito ancora in queste dalla diretta interessata, «ognuno è libero di scegliere secondo coscienza. Ma quando la scelta di abortire è condizionata da mancato sostegno psicologico e da problemi economici, le istituzioni e la società non possono abbandonare la donna in difficoltà. E devono fare di tutto per sostenere la maternità e la vita, tutelando la salute della donna».

Gasparri: “Grave il silenzio ipocrita della sinistra”

Un caso, quello degli insulti e delle minacce all’assessore Latini che ha commentato, tra gli altri, anche il senatore azzurro Maurizio Gasparri. Che sulla vicenda ha dichiarato: «Ai custodi della legalità e della libertà segnalo il fatto che le gravissime minacce a Giorgia Latini (assessore della Regione Marche che ha semplicemente chiesto regole più precise per l’uso della pillola abortiva) non hanno ottenuto il risalto e le attenzioni che analoghe minacce, nei confronti di esponenti della sinistra su altri temi, avrebbero ottenuto. A Macerata è comparsa la scritta: “La storia ce lo insegna: andiamo a bruciargli la casa”. E in altre forme digitali e reali le minacce sono state altrettanto virulente.

“La sinistra decide chi è vittima di violenze e chi no”

Ma la vicenda di Giorgia Latini, alla quale esprimo la mia piena e totale solidarietà, viene poco citata – sottolinea il senatore di FI –. Eppure abbiamo visto nelle televisioni i conduttori dei talk show e tanti altri opinionisti su giornali insorgere in maniera sdegnata di fronte a casi meno gravi di quello di Giorgia Latini. C’è ipocrisia. Perché è la sinistra che decide tutto in questo Paese. Chi è vittima delle violenze e chi non lo è. Chi merita solidarietà e chi invece no. Questa ipocrisia è più grave delle minacce stesse. Che vergogna questo silenzio».

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