Patrimoniale, l’imprenditore va fuori di testa: “Ma di che ca… stiamo parlando?” (video)

lunedì 7 Dicembre 18:42 - di Adriana De Conto
Patrimoniale

Sciagurata patrimoniale.  A L’Aria Che Tira, volano parole grosse. L’imprenditore Gianluigi Cimmino, ospite in studio perde completamente la pazienza. L’amministratore delegato di Yamamay e Carpisa, interpellato da Francesco Magnani durante la trasmissione de La 7 sulla super tasse per i ricchi – che poi si è scoperto includere anche i soli possessori della prima casa –   esordisce così : “La patrimoniale non sarà mai approvata da questo governo, andatevi a guardare i dati dei parlamentari che hanno acceso un mutuo in questa legislatura. Capirete bene che nessuno di loro farà qualcosa che va contro il loro interesse. L’ideologia di questo governo si ferma davanti all’interesse personale. Quindi la patrimoniale non si farà mai. E’ una provocazione”.

Patrimoniale, l’imprenditore perde la testa

Il tono si alza, il conduttore tenta una battuta: “Lei non ha grande stima della nostra classe politica, vedo…”. “Proviamo a ragionare sulla logica del provvedimento proposto”. Il conduttore tenta di riportare il discorso su binari più tranquilli, ma non è possibile. Logica? Quale logica, grida l’imprenditore. “Se si vuole usare la patrimoniale per confondere le acque sul Mes e sento dire che il Mes non è indispensabile, che abbiamo 60 milioni di morti sulla coscienza per non aver preso a giugno quei soldi. Di che ca**o di patrimoniale dobbiamo parlare?”. E ancora visibilmente alterato: “Dobbiamo parlare dei soldi che ci servono. Gli italiani le idee le hanno chiarissime, se voi non avreste il sedere attaccato alle poltrone a quest’ora sareste a casa”.

Patrimoniale della discordia

A quel punto è rissa sfiorata: “Capisco il suo sfogo, ma il turpiloquio evitiamolo. Calmiamoci”. L’economista Andrea Roventini in studio lo punzecchia: si calmi, ha preso troppi caffè…”. Non l’avesse mai detto. Cimmino risponde a denti stretti: “Ho messo tutto quello che avevo nella mia azienda senza avere avuto niente dallo Stato. “Io non prendo caffè, vivo di lavoro e adrenalina”. Capisco la sua rabbia. La chiude così Francesco Magnani, invocando la pubblicità.Il ricorso alla patrimoniale proposta in un emendamento dai deputati di Leu e Pd, Fratoianni e Orfini non è stata recepita dal Parlamento. I due faranno ricorso, hanno giurato. E naturalmente il dibattito sulla tassa che punirebbe i patrimoni tiene banco e fa arrabbiare, molto arrabbiare, per l’impianto ideologico ad essa sotteso.

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