Il “sindaco dell’aperitivo con Zingaretti” ci riprova. Sala annuncia sui social: «Mi ricandido a Milano»

lunedì 7 Dicembre 14:47 - di Lara Rastellino
Sala si ricandida a Milano

Sala si ricandida a sindaco di Milano. Il primo cittadino dem scioglie la riserva via social. E con un video postato su Instagram, nel giorno di Sant’Ambrogio, annuncia la sua ricandidatura alla guida della città. «Ho deciso di ricandidarmi alla carica di sindaco di Milano». Dunque, Sala scende in campo anche per le prossime comunali. E dichiara: «In questi difficili mesi ho avuto modo di riflettere su cosa vuol dire amministrare la comunità milanese. Una riflessione che si intrecciava con la consapevolezza di dover prendere una decisione»: sulla ricandidatura per l’appunto.

Sala si ricandida a sindaco di Milano

«In più riprese – spiega Sala nel video – ho sottolineato che volevo essere totalmente sicuro di avere in me le energie fisiche e mentali indispensabili per impegnarmi per un altro quinquennio. Ora sento che posso. Anzi sento che voglio farlo». Con buona pace di chi, sulla gestione garantita dal primo cittadino proprio nei lunghi mesi di emergenza sanitaria alle nostre spalle (e ancora in corso), ha avuto da ridire. E non poco. Uno su tutti, un addetto ai lavori del calibro dell’assessore Gallera. Protagonista di una dura polemica col sindaco. E che, appena nello scorso mese di ottobre, replicava alle accuse del numero uno di Milano, sostenendo che proprio il momento drammatico «ha fatto emergere l’assoluta evanescenza e inconsistenza del Sindaco Sala».

Il sindaco delle magliette “Milano non si ferma”

Il quale, polemiche interne e recriminazioni politiche a parte, potrà essere ricordato anche come l’uomo delle magliette “Milano non si ferma”. Lo slogan al centro della campagna social che, a fronte di pandemia e paura. Rischi e criticità, invitava i milanesi, attraverso il suo sponsor numero uno in maglietta bianca con lo slogan per logo, e jeans, a reagire anche indossando una t-shirt. L’uomo che, col virus che esordiva e non lasciava presagire nulla di buono, esortava ed andare a cena nella Chinatown all’ombra della Madonnina: più preoccupato di possibili apartheid anti-melting pot che della contagiosità del Covid. Sala, il sindaco del Pd, che insieme al suo partito lanciava l’appello di un aperitivo milanese. Quello col famoso spritz e del celebre brindisi con Nicola Zingaretti. Schioccato in un momento delicato per la salute dei concittadini, mentre le terapie intensive cominciavano a riempirsi.

… e dell’aperitivo a Chinatown mentre il Covid esordiva

Non a caso, oggi, tra i primi ad accogliere come una «bellissima notizia per Milano», l’annuncio del sindaco «che si rimette al servizio della sua città», è proprio il segretario dem, ex compagno di aperitivi… E del resto, proprio in queste ore, è lo stesso sindaco uscente che annuncia la sua ricandidatura a sottolineare: «È stato un anno difficile». Salvo poi aggiungere in un altro passaggio del messaggio social con cui annuncia la sua nuova discesa in campo: «Sono fiero di aver potuto guidare Milano in un periodo così particolare. Estremamente glorioso per i primi quattro anni. E difficilissimo nell’ultimo. Dando per scontato che non tutti saranno d’accordo, sono fiero di come l’ho fatto. Ci sono le opinioni e ci sono i fatti». E, forse, anche uno spiraglio in fondo al tunnel. Una luce che arriva dalle stesse parole di Sala dopo mesi di annunci e smentite, passi avanti e retromarce sulla sua candidatura bis. Fino ad oggi, quando, tra annunci e endorsement autoreferenziali, almeno per il momento chiosa: «Sono pronto, a voi decidere. Se non sceglierete me certamente avrete la possibilità di scegliere altri candidati capaci, perché così è sempre stato a Milano»...

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