Covid, i nuovi casi sotto quota 11mila ma risale al 12,3 l’indice tamponi-positivi. 415 i decessi

lunedì 21 Dicembre 17:54 - di Redazione

Sono 10.872 i nuovi casi di coronavirus individuati in Italia nelle ultime 24 ore, per un totale dall’inizio dell’emergenza di 1.964.054. E’ invece di 415 l’incremento delle vittime in un giorno, che porta il totale a 69.214.  Ad oggi in Italia ci sono 613.582 attualmente positivi, con un calo nelle ultime 24 ore di 9.178. L’incremento dei guariti e dei dimessi in un giorno è di 19.632 che porta il totale dall’inizio dell’emergenza a 1.281.258.

I tamponi calano di circa 50mila unità

Sono 87.889 i tamponi per il Covid effettuati nelle ultime 24 ore, in calo di quasi 50mila rispetto ai 137.420 di sabato. Il rapporto tra tamponi effettuati e positivi individuati è al 12,3%, ancora in aumento, di oltre un punto, rispetto all’11% di domenica. Sono 2.731 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid in Italia, 12 meno di ieri nel saldo tra ingressi e uscite. Secondo il ministero della salute gli ingressi giornalieri in rianimazione sono invece 161. Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 25.145 persone, con un calo rispetto a ieri di 13 pazienti.

Pregliasco: sulla variante inglese servono risposte rapide

Il virologo Fabrizio Pregliasco  commenta intanto le preoccupazione per la variante inglese del Covid. “I test per la diagnosi di Covid sono ugualmente efficaci anche nell’individuare la nuova variante inglese? La malattia che provoca è la stessa? I farmaci che vengono usati e i vaccini già sviluppati per il coronavirus Sars-CoV-2 combatteranno anche il nuovo mutante? E infine, l’alto numero di contagi che si registra in Italia in questa seconda ondata epidemica potrebbe essere legato alla variante Gb? Sono le 4 domande alle quali la scienza è chiamata a rispondere”.

Il mutante è più contagioso ma la malattia è la stessa

Almeno su alcuni dei quesiti posti – continua Pregliasco – “le prime risultanze sembrano essere rassicuranti. Dobbiamo guardare all’aspetto positivo – invita infatti l’esperto – Innanzitutto, siamo stati capaci di identificare questa nuova variante e quindi abbiamo la possibilità di monitorarla. Per il momento dunque i tamponi di cui disponiamo sembrano funzionare” anche per scovare il nuovo nemico, “ma servono verifiche mirate”. Secondo punto, “anche se il mutante appare più contagioso la malattia sembra la stessa”, però anche questo andrà confermato in ogni aspetto. Terzo, “i vaccini anti-Covid ottenuti finora dovrebbero funzionare perché quella del mutante Gb è una piccola variante inserita nella proteina Spike” che il virus utilizza per attaccare le cellule bersaglio. Quarto, “è da verificare” se gli alti numeri di questa ondata siano in qualche modo collegati alla variante inglese: “Può anche essere”, non esclude il virologo.

 

 

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