Burioni a Conte: “Il governo se ne deve andare se non garantisce un vaccino tempestivo”

mercoledì 30 Dicembre 18:53 - di Redazione
Burioni vaccino

L’altolà. “Un ritardo nelle vaccinazioni non è tollerabile. O riescono a stare al passo con gli altri paesi, o se ne devono andare. Subito“. Sempre più a muso duro, Roberto Burioni. Il virologo segue con apprensione i ritardi e i pasticci in merito alle dosi e alla somministrazione del farmaco in tempi rapidi. Su Twitter il virologo e docente dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano picchia duro contro l’esecutivo e in  un altro post chiarisce ancor più fermamente il suo pensiero.

Vaccino, Burioni: “Ritardi intollerabili”

“Se il governo non riesce a garantire una vaccinazione tempestiva dei cittadini se ne deve andare. Subito. Ci sono difficoltà oggettive di approvvigionamento ma al netto di queste” nessun “ritardo può essere tollerato”. Burioni insiste nel ribadire il concetto. Il che deve mettere in guardia il governo. Il virologo infatti è stato il primo a far scattare l’allerta, quando si seppe che alla Germania erano state consegnate più dosi che all’Italia. Da lì partì una polemica tutt’ora in corso sulla “sollecitudine” di Angela Merkel nell’aver provveduto ad un’ulteriore acquisto di vaccini Pzifer. Per sicurezza.

Delle spiegazioni della Germania e delle reazioni dell’Europa se ne occupa il dibattito pubblico. Che tra l’altro è molto acceso. A noi interessa la salute nostra e degli altri. Questo il senso dell’attacco del virologo e del richiamo alla massima efficienza.”Non sarebbe accettabile da parte del Governo chiedere il minimo sacrificio agli italiani in presenza di ritardi e disorganizzazione nella vaccinazione anti Covid-19. Questa è la mia opinione di semplice cittadino”, spiega poi il professore.

Burioni si sofferma anche sulla notizia relativa alla positività di un infermiere, in California, 8 giorni dopo la vaccinazione contro il coronavirus. Una ‘non notizia’, secondo lui.  “Ripeto fino alla nausea: nessun vaccino può offrire una protezione prima di 15 giorni dalla sua somministrazione. E’ inutile cercare di spaventare le persone: per produrre anticorpi il nostro organismo ci mette del tempo. Fatevene una ragione“.

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