Bruno Vespa avverte: «Se le siringhe per i vaccini non arrivano, salta la testa di Arcuri» (video)

martedì 8 Dicembre 18:59 - di Augusta Cesari
Vespa siringhe

Che beffa. “Se le siringhe per i vaccini non dovessero arrivare, la testa di Arcuri salterebbe e con la sua anche quella di qualcun altro più in alto di lui”. Il riferimento al ministro Speranza è palese. Un Bruno Vespa implacabile prende di petto il tema vaccini e siringhe chiamando in causa il supercommissario all’emergenza. Sui vaccini Domenico Arcuri si gioca tutto. Il padrone di casa di “Porta a Porta”, ospite di Live-Non è la d’Urso, mette in guardia il pluri-commissario per l’emergenza coronavirus.

Le siringhe arriveranno in ritardo

“Anche le regioni hanno le loro responsabilità, ma  in questo caso sarebbero tutte dello Stato”. Durante il programma di Canale 5, Bruno Vespa si lascia andare a un avvertimento: “È impensabile che arrivino i vaccini e non le siringhe, Arcuri mi ha assicurato che ci saranno. In caso contrario dovrà assumersi la sua responsabilità”. Sì perché l’Italia di questi tempi non è solo in attesa del vaccino anti-Covid, ma anche di oltre 100 milioni di siringhe per la sua somministrazione. Pertanto la distribuzione e la somministrazione delle prime dosi di vaccino  potrebbero subire un clamoroso ritardo. Il problema, in questo senso, non è tanto il trasporto e la conservazione del vaccino;  bensì riguarda le siringhe scelte dal commissario straordinario Domenico Arcuri per conto del Governo italiano.

Le siringhe più costose

In una puntata della scorsa settimana di  Tagadà, su La7, la conduttrice Tiziana Panella si è messa infatti in contatto con Antonio Masseroni. E’ il  responsabile dell’azienda Pentaferte, di Campli (Teramo), che produce le siringhe con cui sarà iniettato il vaccino contro il Sars-CoV-2. In pratica, Domenico Arcuri, a differenza di quanto fatto dal Governo francese, ha scelto un prodotto migliore e più specifico. Che però non sarà disponibile prima di circa tre mesi. «Noi produciamo diversi tipi di siringhe per i vaccini. La Francia ci ha chiesto già a settembre delle siringhe standard che si collegano all’ago tramite pressione. E siamo in piena produzione per l’ordine del Ministero della Salute francese». L’Italia, invece,  ha spiegato Antonio Masseroni – «ci ha chiesto 157 milioni di siringhe che invece si avvitano: di un tipo indubbiamente più performante ma anche più costoso, meno reperibile e inusuale per la somministrazione dei vaccini. L’ordine è partito da poco, non potremo avviare la produzione prima di due-tre mesi». Sarebbe una beffa se cos’ fosse e non si ponesse subito un rimedio.

 

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