Beppe Grillo detta la linea al M5s e fa felice il Pd: «Sì alla patrimoniale» (col trucco dei super ricchi)

venerdì 4 Dicembre 13:01 - di Carlo Marini
Beppe Grillo patrimoniale

Il Pd chiama e Beppe Grillo risponde. Sulla patrimoniale, il blogger e fondatore del M5s invita i suoi a seguire la linea indicata dal partito di Zingaretti (e dalla sinistra al governo). Prma le sollecitazioni di alcuni esponenti dem, tra cui Bersani, poi un emendamento, poi le posizioni esplicite di Leu. A distanza di pochi giorni, è lo stesso Grillo a dare il via libera.

Meglio mettere altre tasse che il Mes

Lo fa sul suo blog, dove in genere detta la linea la Movimento. Grillo sostiene che per far fronte alle spese straordinarie bisogna puntare sull’Imu sull’Ici alla Chiesa e una patrimoniale ai super ricchi. Quello dei “super ricchi” è la scusa per dare soddisfazione al popolo dei vaffa (pur sapendo che invece la patrimoniale non è riferita ai milionari).  In un post pubblicato sul suo blog, argomenta prima il No al Mes. “Non starò qui ad elencare le mille ragioni che fanno del Mes uno strumento non solo inadatto, ma anche del tutto inutile per far fronte alle esigenze del nostro Paese in un momento cosi’ delicato. A farlo, ogni qualvolta gli viene messo un microfono sotto al naso, ci ha già pensato il nostro presidente del Consiglio Conte dicendo più e più volte che ‘disponiamo già di tantissime risorse e dobbiamo saperle spendere’. Dunque non e’ una questione di soldi, che sembrano esserci, ma come e dove usarli”.

Grillo chiede la patrimoniale per pagare il reddito di cittadinanza

“Dal momento che pero’ il dibattito italiano, rimpasto a parte, sembra impegnato esclusivamente su come reperire altri fondi per dar ossigeno alla sanita’ e alle imprese italiane, ecco due proposte assolutamente praticabili, sacrosante e soprattutto non vincolanti (che non prevedono alcun tipo di indebitamento per l’Italia) che porterebbero un sacco di miliardi nelle casse dello Stato in poco tempo, semmai ce ne fosse bisogno”. In particolare, Grillo punta su fare pagare l’Imu e l’Ici non versata sui beni immobili alla Chiesa e una patrimoniale ai super ricchi. “Nel novembre del 2018, una sentenza della Corte di giustizia europea, ha stabilito che lo Stato italiano deve riscuotere l’Ici non versata dalla Chiesa Cattolica tra il 2006 e il 2011 in virtu’ di una deroga concessa dal governo Berlusconi, successivamente ritenuta irregolare”, osserva Grillo che, ricordando le proprieta’ della Chiesa cattolica, sottolinea come “tutte queste strutture portano alle casse della Chiesa 620 milioni all’anno dall’Imu non pagata. Per quanto ancora il ministero dell’Economia puo’ continuare a infischiarsene della sentenza dell’Unione Europea?”. Quanto al secondo punto, secondo Grillo “un contributo del 2% per i patrimoni che vanno dai 50 milioni al miliardo, genererebbe un’entrata per le casse dello Stato poco superiore ai 6 miliardi. Uno del 3% dato dai multimiliardari potrebbe fruttare circa 4 miliardi ulteriori”.

La coincidenza temporale: Grillo filo dem da quando il figlio è sotto inchiesta

“Una patrimoniale cosi’ concepita, significherebbe per le casse dello Stato un’entrata garantita di almeno 10 miliardi (un terzo di quello che lo Stato spende ogni anni per il reddito di cittadinanza ndr)  per il primo anno e di ulteriori 10 se la misura venisse confermata anche per il 2022. Se sommate, le due proposte, porterebbero nel biennio 2021/2022 all’incirca 25 miliardi subito spendibili e liberi da vincoli di rientro. Per questo motivo – conclude – incaponirsi sull’assurda discussione sui fondi del Mes, che vengono descritti come la panacea di tutti i mali, è una mera perdita di tempo ed energie. I soldi del meccanismo europeo, e’ giusto ricordare che (convenienti o meno) sempre debito sono. Un debito che ormai ammonta a oltre 150 miliardi e che, prima o poi, dovra’ essere ripagato dalle vere vittime morali di tutta questa storia. I giovani e le nuove generazioni”.

In pratica, Grillo sulla patrimoniale si allinea al Pd. E c’è da domandarsi come mai questo cambio di passo. Gli osservatori più maliziosi fanno coincidere l’appiattimento sul programma dem da quando sono iniziate le disgrazie giudiziarie. Quelle del figlio, opportunamente celate da tg e stampa di regime. Tutto tornerebbe. Ecco perché il Grillo addomesticato al guinzaglio di Zingaretti ormai è sempre meno credibile.

 

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