‘Ndrangheta: arrestato Tallini, presidente del Consiglio regionale. Le indagini e il blitz

giovedì 19 Novembre 9:28 - di Paolo Sturaro
Tallini

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini, di 68 anni, è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri. L’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso. L’indagine che ha portato all’arresto di Tallini riguarda i suoi presunti rapporti con la cosca Grande Aracri della ‘ndrangheta. Secondo l’accusa, i rapporti avrebbero riguardato la costituzione di una società, con base a Catanzaro, finalizzata alla distribuzione all’ingrosso di prodotti medicinali mediante una rete di punti vendita costituiti da farmacie e parafarmacie. Venti in Calabria, due in Puglia e una in Emilia Romagna.

Tallini e il presunto supporto alla cosca

Tallini avrebbe fornito supporto alla cosca, specie nella fase di avvio del progetto. E il suo intervento, secondo quanto riferiscono i carabinieri, sarebbe stato ricambiato anche con il sostegno della cosca alle elezioni regionali del novembre 2014. Il contributo dell’esponente azzurro sarebbe stato decisivo per favorire e accelerare l’iter burocratico inziale per ottenere le necessarie autorizzazioni per la costituzione della società per la distribuzione di medicinali.

Gli indagati sono 19

Non solo Domenico Tallini. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 19 indagati nelle province di Catanzaro Crotone e Roma. Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione, ricettazione e violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.

Si fa luce su “Grande Aracri”

Le indagini hanno riguardato l’operatività della cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri di Cutro nell’area di origine e nel territorio catanzarese, con particolare riferimento alle iniziative imprenditoriali avviate in quest’ultima provincia mediante il reimpiego di capitali della cosca. In particolare, gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno permesso di definire i nuovi assetti della cosca Grande Aracri.

Gli episodi intimidatori

Le indagini hanno consentito di ricostruire anche specifici episodi intimidatori, tanto riconnessi alla realizzazione dell’iniziativa imprenditoriale del sodalizio, quanto con specifico scopo estorsivo, oltre che la disponibilità di numerose armi.

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