Legittima difesa, “Fredy Pacini non deve essere processato”: il pm chiede di nuovo l’archiviazione

venerdì 6 Novembre 18:15 - di Valeria Gelsi
fredy pacini archiviazione

Il supplemento di indagini richiesto dal Gip c’è stato e la Procura non ha cambiato idea: per Fredy Pacini, il gommista finito sotto inchiesta per aver ucciso un ladro nel corso di una rapina, si deve procedere con un’archiviazione. La stessa richiesta del procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, l’aveva avanzata a inizio settembre anche il pm Andrea Claudiani, nel frattempo trasferito a Perugia. Già allora la procura aveva ritenuto che non ci fossero i margini per processare Fredy. Che non ci fossero dubbi, insomma, sul fatto che la sua fosse legittima difesa. Il Gip, invece, aveva voluto che su quel gommista vittima di innumerevoli furti e svegliato di notte dai malviventi si indagasse ancora.

Il gommista preso di mira dai ladri

La storia di Pacini è arcinota, perché fra le più emblematiche di come, per la giustizia italiana, si possa passare in un attimo da vittima a – per lo meno – indagato. Nella notte del 28 novembre 2018, Fredy stava dormendo nel retro della sua officina di Monte San Savino (Arezzo) insieme alla moglie. La scelta di trasferirsi lì era stata dettata dall’esasperazione: Fredy era stato vittima di innumerevoli furti e sperava in quel modo di riuscire a evitarne di altri. Invece, non fu così. Quella notte Fredy fu svegliato dal rumore di una porta che veniva rotta e si ritrovò ad aver ucciso uno dei malviventi con la pistola che deteneva legalmente: preso dal panico sparò alcuni colpì, uno risultò mortale per il moldavo Vitalie Mircea Tonjoc.

Una storia di legittima difesa

Per il pm Claudiani e ora per il procuratore Rossi sulla vicenda di Fredy non ci sono ombre: sparò perché si sentì in gravissimo pericolo. Era solo, di notte, senza vie di fuga e pensò che i ladri, armati di piccone, fossero armati anche in altro modo. Insomma, si difese da quella che avvertì come una minaccia concreta e imminente per la sua vita. Ma il gip del Tribunale di Arezzo, Fabio Lombardo, ha respinto la proposta di archiviazione, ordinando un supplemento di indagini di sei mesi.

Le nuove indagini confermano la versione del gommista

Le nuove indagini hanno riguardato alcuni aspetti come la disattivazione del sistema di allarme nella ditta, l’utilizzo del puntatore laser, il riflesso della torcia in mano al ladro, la possibilità del ladro di trascinarsi fuori benché ferito nel piazzale dove stramazzò, la presenza di una porta blindata dietro la quale ripararsi senza sparare. Porta blindata che, come poi è emerso, non c’era.

Nuova richiesta di archiviazione per Fredy Pacini

Attraverso periti e inquirenti la procura ha fornito risposte integrative al giudice, senza però modificare la propria impostazione: Fredy non deve andare a processo per l’uccisione del moldavo, poiché per lui va applicata la scriminante della legittima difesa putativa ovvero il suo comportamento non può essere condannato perché, benché non fosse sottoposto ad una diretta minaccia, in quel momento si sentì in tutto e per tutto in pericolo di vita. Bisogna vedere adesso se anche il Gip si convincerà di quello che è già apparso evidente a ben due diversi pm.

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