È morto Maradona, la leggenda del calcio: è stato il più grande, protagonista di anni indimenticabili

25 Nov 2020 18:32 - di Edoardo Valci

È morto Diego Armando Maradona. L’ex campionissimo ha subìto un arresto cardiorespiratorio nella casa dove si era stabilito dopo essere stato operato per un ematoma subdurale. La notizia, che ha scosso il mondo intero, è apparsa sul Clarin. Una leggenda, il numero uno, il campione più grande, colui che ha fatto sì che tutti amassero il calcio. I commenti, gli addii, sono stati una valanga, un’ondata, un fiume in piena che ha attraversato la rete e unito gli utenti in un unico sentito abbraccio al campione morto all’età di 60 anni.

La morte di Maradona, il dolore di Corrado Ferlaino

«Sono distrutto, mi dispiace molto. Maradona ha dato molto al Napoli, anche a me da un certo punto di vista. Non ho parole, non saprei cosa dire. Sono andato a trovarlo in Argentina quando stava male, è stato male parecchie volte ma ha sempre sperato le crisi. È una cosa arrivata improvvisamente. I giornali dicevano che stava meglio. Io sono napoletano e come tutti i napoletani siamo molto emozionati, piangiamo, perché è stato molto per Napoli e per il Napoli». Così l’ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino. «Maradona è stato un fuoriclasse, un genio, e ai geni non si può chiedere anche di essere uomini comuni – aggiunge Ferlaino ai microfoni di Sky Sport-. Maradona non era un uomo comune, perché non era un giocatore comune. Aveva grandi responsabilità e forse non è riuscito a portarle avanti, le ha subite. A Napoli ha dato due scudetti. Io non so se il Napoli vincerà ancora scudetti, ma per ora gli unici due vinti li ha vinti negli anni di Maradona».

Dalla politica allo spettacolo, tutti piangono il genio del calcio

Dalla politica allo spettacolo, dallo sport alla cultura, il dolore è fortissimo. «Una notizia tristissima per tutti gli amanti del calcio. È stato un privilegio vedere Diego Armando Maradona giocare in Italia e vestire la maglia del Napoli. Addio Pibe de Oro». Così la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

«Credo», affferma Ignazio La Russa, «che Diego Armando Maradona, in Italia, abbia contribuito a fare amare il calcio. Alla famiglia e ai tifosi che lo hanno amato vanno le mie condoglianze».

«Due occhi pieni di bontà e voglia di comunicare. E dietro una vita meravigliosa e terribile», scrive Enrico Ruggeri. «Ha fatto innamorare popoli e città, ha dato voce e dignità alla sua Napoli. Le poche volte che ci siamo incontrati ero un bambino che ascoltava storie e lo guardava sorridere».

«Ancora non riesco a crederci…». Inizia così il post su Instagram di Gigi D’Alessio. «Sei stato il più grande di tutti. Quello che hai significato per Napoli, per tutti noi, non si può spiegare, e rimarrà per sempre». «Ho avuto il privilegio di esserti amico, ed è una cosa che non dimenticherò mai”, prosegue, concludendo: “Maradona è leggenda, Maradona è per sempre. Viva Maradona!».

Pelè e i giornali di tutto il mondo ricordano Maradona

«Perdo un grande amico», ha detto Pelè, «e il mondo perde una leggenda». La Società Calcio Napoli saluta Maradona con la scritta “Per Sempre” con un cuore blu e poi l’addio: “Ciao Diego”.

Dopo un primo momento di incredulità alla notizia lanciata dal Clarin, la stampa mondiale ha iniziato a rendere omaggio a Diego Armando Maradona. «La laggenda del calcio Diego Maradona, uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, muore a 60 anni«, titola la Bbc online. «Maradona, la morte di un dio», è il titolo del sito de l’Equipe, il quotidiano sportivo francese. Diego Maradona muore all’età di 60 anni», titola invece la Cnn, che ricorda il suo “gol del secolo”, segnato ai Mondiali del 1986.

I tifosi in lacrime

«Sto male, Napoli non si riprenderà mai, mai da questo dolore. Io a Maradona lo abbracciai dicendogli Finché morte non ci separi. È morta la nostra storia, se ne è andato il simbolo del calcio». Lo ha detto all’Adnkronos, in lacrime e tra i singhiozzi, Gennaro Montuori Palummella, storico capo ultras della curva B del Napoli. «Per noi era tutto, un fratello, una mamma, un padre, un figlio. Aveva cambiato la nostra storia – continua – ci aveva fatto gioire. Ci ha fatto vivere gli anni più belli della nostra vita e se ne è andato nell’anno più brutto».

 

 

 

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