Covid, la Camera dice sì a Conte. Approvati i punti su scuola e disabili proposti dal centrodestra

lunedì 2 Novembre 19:00 - di Redazione
Camera

Come da copione, la Camera dei deputati ha approvato la risoluzione presentata dalla maggioranza dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte sulle misure anti Covid. I deputati hanno votato per parti separate. Il primo voto ha riguardato il dispositivo con l’esclusione del sesto capoverso. È quello che riguarda la possibilità di differenziare su base territoriale ulteriori misure. L’assemblea lo ha votato a parte, così come anche le premesse. Dunque alla prima votazione i sì sono stati 284, le astensioni (il centrodestra) 178 ed un solo voto contrario. Per quanto riguarda il voto invece sul punto 6 della risoluzione, il centrodestra ha votato contro. Questo l’esito: 288 sì e 174 no.

Risoluzione approvata con 288 sì. Astenuti Lega, FdI e FI

Quasi speculare il risultato sui punti contenuti nel documento sottoscritto dalla minoranza: la Camera li ha infatti respinti con 173 voti a favore e 288 contrari. Alcuni di essi, tuttavia, hanno ricevuto un’approvazione bipartisan. È il caso del punto che chiedeva la garanzia di misure a favore dei soggetti più deboli coinvolti nella pandemia e dell’altro finalizzato a potenziare la sicurezza nelle scuole. Tutti e due figuravano nella risoluzione del centrodestra. Sono stati approvati con 464 sì e due voti contrari. Su entrambi il governo aveva espresso parere favorevole.

La Camera ha votato per parti separate

Sotto il profilo politico, è difficile stabilire se siamo in presenza di un cambio di passo nel rapporto tra governo e opposizione. I punti sui quali cui è registrata una convergenza in aula, pur qualificanti, non appaiono decisivi. Chi, invece, è convintissimo che siamo in una nuova fase è il dem Emanuele Fiano. In un tweet scritto subito dopo il voto della Camera ha salutato come «inizio di condivisione parlamentare» l’approvazione di cinque dei venti punti «proposti dalle opposizioni» e l’astensione el centrodestra su dieci degli undici impegni della risoluzione di maggioranza. Ben altro, ovviamente, era stato in aula l’appello di Lega, FdI e FI: «Chi vuole nostra collaborazione, voti le nostre proposte».

 

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