Trump aveva 39 di febbre ma non voleva andare in ospedale. Così i medici lo hanno convinto

domenica 4 Ottobre 16:35 - di Riccardo Arbusti
Trump arriva in ospedale

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avuto più di 39 di febbre, le palpitazioni cardiache ed è stato necessario somministrargli ossigeno aggiuntivo prima che le sue condizioni migliorassero. Lo ha rivelato Vanity Fair, citando fonti del Partito Repubblicano.

Trump, l’ultimatum dei medici

Secondo le fonti Trump era restio a recarsi in ospedale. Il presidente si è convinto solo davanti a un ultimatum dei medici. O il presidente raggiungeva il Walter Reed Medical Center sulle sue gambe (nella foto l’arrivo del presidente in ospedale) oppure sarebbe stato necessario portarlo in barella. In particolare se le sue condizioni fossero peggiorate.

Le teorie dei complottisti

C’è grande agitazione per la sorte di Donald Trump e la poca trasparenza sulle notizie che riguardano il suo stato di salute alimenta voci e teorie complottiste. “C’è un’America che – scrive il Corriere della sera – non credendo alle verità ufficiali, lancia «verità alternative» e teorie cospirative più o meno strampalate: tra i fan di Trump c’è chi pensa che il virus gli sia stato inoculato di proposito da chi gli fa i tamponi, mentre per altri il contagio è una burla inventata dallo stesso Trump. Vuole mostrarsi tra qualche giorno completamente guarito, vincitore anche nei confronti del virus (magari grazie alle sue amate medicine sperimentali) o cerca solo una scusa per evitare altri confronti televisivi con Biden”.

Il cluster del Rose Garden

Si scoprono intanto altri positivi legati all’evento al Rose Garden in cui il presidente americano annunciò la nomina del giudice Amy Coney Barrett alla Corte Suprema. Come riporta la Cnn, nel cluster sono stati contagiati funzionari dell’Amministrazione come Hope Hicks, consigliere tra i più vicini a Trump (sarebbe stata lei a trasmettere il Covid al presidente) e Nicholas Luna, altro consigliere della Casa Bianca che lavora a contatto con il presidente.

La scia dei positivi

Positivi i senatori repubblicani Mike Lee dello Utah e Thom Tillis del North Carolina. Entrambi fanno parte della commissione Giustizia del Senato e la loro assenza potrebbe mettere a rischio la nomina di Barrett alla Corte Suprema. Anche il senatore dell’Old Party, Ron Johnson, del Wiskonsin, ha il Covid. Hanno contratto il virus inoltre Ronna McDaniel, la presidente del presidente del Partito Repubblicano, Bill Stepien, capo della campagna elettorale di Donald Trump, e l’ex governatore del New Jersey, Chris Christie. Quest’ultimo ha aiutato Trump a preparare il dibattito con il candidato democratico Joe Biden.

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