Luce e gas, l’Antitrust indaga su 13 compagnie. Ecco quali sono e cosa non torna nelle bollette

venerdì 9 Ottobre 15:33 - di Redazione
luce gas antitrust

Contratti incomprensibili, costi inattesi, bollette ingiustificate e pubblicità ingannevoli. C’è il sospetto di un po’ tutto il repertorio degli orrori delle grandi compagnie contro i consumatori nei 13 procedimenti avviati dall’Antitrust contro altrettante società di fornitura di gas e luce in Italia. L’Autorità garante del Mercato ha rilevato, infatti, “diversi profili critici” nella documentazione contrattuale e nella comunicazione commerciale delle compagnie e vuole vederci chiaro. Sostanzialmente, vuole capire se questi colossi abbiano messo in atto comportamenti truffaldini nei confronti dei cittadini loro clienti.

Le 13 compagnie luce e gas nel mirino dell’Antitrust

Le compagnie finite al centro delle istruttorie per scarsa trasparenza sono Enel Energia; Optima; Green Network; Illumia; Wekiwi; Sentra; Olimpia-Gruppo Sinergy; Gasway; Dolomiti Energia; E.On; Axpo; Audax; Argos. “L’analisi delle principali offerte commerciali sul mercato libero proposte dalle società – si legge in un comunicato dell’Antitrust – ha rivelato l’esistenza di diversi profili critici delle informazioni rese, in ordine alle voci che concorrono alla formazione del prezzo complessivo dell’energia elettrica e del gas, comprensive di oneri che, una volta riportati in bolletta, vengono posti a carico dei consumatori”.

Quei costi aggiuntivi che fanno aumentare le bollette

“In particolare – prosegue l’Antitrust – risulta che, prima della sottoscrizione del contratto, gli utenti non siano adeguatamente informati dell’esistenza di alcune voci di costo aggiuntive al prezzo della componente energia, con la conseguenza che, solo al momento della ricezione delle bollette, essi si rendono conto degli effettivi costi delle forniture di energia elettrica e gas applicati da queste imprese, risultanti superiori alle attese”.

Gli addebiti in caso di recesso anticipato

“In molti casi gli oneri di commercializzazione non sono indicati nel loro esatto ammontare oppure alcuni oneri previsti dal contratto non trovano fondamento in una corrispondente attività. Talvolta, invece – prosegue il comunicato – altre voci di costo risultano impropriamente addebitate agli utenti in caso di recesso anticipato, a titolo di penale o sotto forma di storno dei bonus concessi per incentivare l’adesione alle offerte commerciali”. “Con l’avvio di questi procedimenti, l’Autorità intende accertare l’esistenza di condotte relative alle offerte di fornitura dell’energia elettrica e del gas sul mercato libero che contrastino con le norme del Codice del Consumo, nei casi in cui le condizioni economiche prospettate nella documentazione contrattuale o promozionale da parte dei vari operatori del settore risultino ingannevoli, inadeguate o omissive”.

Le condotte aggressive di operatori luce e gas

“L’indagine – si legge ancora nella nota dell’Antitrust – attiene anche alle condotte aggressive poste in essere da alcuni degli operatori, laddove prevedono l’applicazione di penali in caso di recesso o applichino costi per servizi non resi, onde sanzionare i comportamenti pregiudizievoli per i clienti domestici e non domestici di piccole dimensioni e così dissuaderne la futura reiterazione. Tali comportamenti potrebbero integrare, del resto, anche una condotta non diligente, in violazione dell’art. 20 del Codice del Consumo”.

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