Le mani dei francesi su Borsa e Mps: Fratelli d’Italia chiede al governo di fermare lo scippo

lunedì 19 Ottobre 18:59 - di Redazione

“Fratelli d’Italia ha, da sempre, come stella polare l’interesse dell’Italia. La mozione che abbiamo presentato a prima firma di Giorgia Meloni impegna il governo, alla luce della vicenda della vendita di Borsa Italiana, ad assumere tutte le iniziative di competenza necessarie a garantire la stabilità finanziaria dell’Italia e dei nostri titoli pubblici, evitando attacchi speculativi, e la sicurezza degli asset strategici, anche attraverso il corretto e tempestivo utilizzo delle norme sulla golden power”. Lo afferma il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, nel corso della discussione generale sulle mozioni sul ruolo del Ministero dell’Economia e Finanze relativamente alla vendita di Borsa Italiana.

La sicurezza nazionale messa a rischio dalle cessioni

“Inoltre, chiediamo al governo – prosegue – di adottare con urgenza iniziative al fine di dare al più presto soluzione alla questione delle sofferenze bancarie e dei crediti deteriorati, che rappresenta un dramma sociale e produttivo, consentendo a cittadini e imprese il riscatto del proprio debito, anche al fine di scongiurare che finiscano preda degli usurai, sostenendo altresì, per quanto di competenza, il flusso creditizio dalle banche alle imprese, particolarmente importante nel difficile periodo per l’economia”. La futura vendita di Monte dei Paschi di Siena da parte del Mef rappresenta una tematica di vera e propria sicurezza nazionale dato che rappresenta la quinta banca italiana per dimensioni. ‘Il Sole 24 Ore’ ha ipotizzato un’opera di moral suasion dello Stato per indirizzare Mps verso Unicredit”.

Il discutibile ruolo di Padoan nella vendita di Mps

“Pier Carlo Padoan, già ministro dell’Economia sotto Renzi e Gentiloni – ha aggiunto – è stato recentemente cooptato nel consiglio di amministrazione e designato come futuro presidente di Unicredit. Padoan è eletto nel collegio uninominale di Siena, stesso territorio di quel Mps cui l’ex ministro consegnò 4 miliardi di euro per il suo salvataggio. A nostro avviso la nomina di Padoan sembra preannunciare un futuro avvicinamento di Unicredit verso Mps. L’eventuale acquisizione di Mps porterebbe a un eventuale rafforzamento della partnership con Mediobanca, che è anche advisor finanziario di Mps. Mediobanca è il terzo gruppo bancario italiano per capitalizzazione, già oggi controllata per il 14 per cento del capitale da investitori istituzionali di origine francese e darebbe accesso al controllo di Generali”.

“Tutto questo dovrà essere soggetto alla autorizzazione della Banca centrale europea, ovvero dalla francese Lagarde. – ha continuato – L’Italia non può vedersi depauperata di capisaldi strategici in favore di attori che perseguono interessi diversi da quelli nazionali, proprio in un momento così difficile con l’ennesima misura restrittiva contraria all’economia nazionale. Come proposto da Giorgia Meloni vanno salvaguardati i più fragili. Invece, al governo hanno deciso per i banchi a rotelle e la ora paventata obbligatorietà della fallimentare app ‘Immuni’. Non vorremmo che, in cambio del supporto per la linea italiana sul Recovery Fund, Macron abbia presentato una sorta di ‘lista della spesa’. Prima Mps, quindi Mediobanca, quindi Generali”.

“Parigi tenta di conquistare alcuni snodi cruciali dell’economia italiana. Alla Francia è concesso tutto. Mentre non riusciamo nemmeno a chiedere alla Libia di riconsegnare i pescatori italiani rapiti. Il governo mostri la schiena dritta e attivi prima possibile le norme sul golden power, difendendo l’Italia e i risparmiatori italiani”, ha concluso.

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