Lamorgese: «Non sono stati i migranti a riportare il Covid». E se la prende con bar e ristoranti

domenica 11 Ottobre 11:23 - di Giorgia Castelli
Lamorgese

Luciana Lamorgese se la prende con gli esercenti, i commercianti e gestori dei bar. «Adesso è il momento della responsabilità da parte di tutti, perché non può esserci un appartenente alle forze di polizia dietro ognuno di noi, siamo noi che dobbiamo essere responsabili». Il ministro dell’Interno è stato ospite di Maria Latella a Il Caffè della domenica.

Lamorgese: «Serve senso di responsabilità»

Rispondendo a una domanda sui controlli all’esterno dei locali ha attaccato: «Quando parliamo degli esercenti, dei commercianti e dei gestori dei bar, anche da parte loro ci vuole senso di responsabilità. Io penso anche al distanziamento tra tavolini, per esempio ieri ho visto nei bar all’aperto tavolini molto ravvicinati, anche questo sarà oggetto non solo dei controlli delle forze di polizia ma anche di attenzione da parte dei titolari degli esercizi pubblici. Questa è una battaglia che dobbiamo vincere tutti insieme». E poi ancora: «Il momento è difficile, le forze di polizia hanno dimostrato nei mesi trascorsi una grande capacità di controllo e grande umanità. Da marzo fino a giugno abbiamo fatto 24 milioni di controlli sulle persone e 470mila sanzioni».

«Il Covid non lo portano i migranti»

Il ministro poi ha parlato degli sbarchi e degli immigrati. «Abbiamo mandato i militari in Sicilia. Non per il Covid ma perché gli arrivi erano tanti e per i controlli necessari abbiamo inviato un numero alto di militari. Nelle strutture di prima accoglienza, dove sono presenti oggi 56mila persone, i casi positivi sono pari al 2,17%. Sicuramente questo è un ambito dove noi poniamo l’attenzione. Tanto è vero che facciamo tamponi quando arrivano». Però «se vogliamo dirla tutta, questi numeri non sono preoccupanti in relazione ai numeri generali che ci sono sul territorio. Non è che il Covid lo portano i migranti».

Commenti

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  • Maurizio 11 Ottobre 2020

    La marocchina fa solo chiacchiere inutili e demagociche. Ha un palese conflitto di interessi, il marito e’ marocchino (molti clandestini non scappano da nessuna guerra e vogliono solo fare la bella vita a spese nostre) ed il figlio gestisce un centro per la raccolta dei clandestini untori.

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