I vescovi insistono sull’accoglienza senza se e senza ma. “Liberi di partire, liberi di restare”

mercoledì 14 Ottobre 13:20 - di Redazione

I vescovi proseguono la loro incessante propaganda nel nome dell’accoglienza senza se e senza ma. Braccia aperte e porti spalancati verso gli immigrati nel nome del Vangelo. “Un valore e un tesoro per le città e i Paesi”.  Parola di Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, in occasione della conclusione della battaglia della Chiesa italiana “liberi di partire, liberi di restare”. 

Immigranti, dai vescovi accoglienza e carità

“Sono molto contento del movimento. Che sta andando verso lo ius culturae. Perché quando un ragazzo ha assimilato la nostra cultura perché non deve essere uno dei nostri?”. Il cardinale,  arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, durante l’omelia, ha rivolto un nuovo appello. “Non è facile tirarsi dietro tutti in questa mentalità evangelica”, ha detto. “Ma è uno degli sforzi grandi che dobbiamo fare anche in tempo di Covid. La campagna è stata un’occasione preziosa. Non solo per la nostra Chiesa, ma per tutta la società. Che ha profondamente bisogno di agire concretamente e con giustizia. E di avere informazioni corrette, riconoscendo non solo la complessità dei problemi riguardanti le migrazioni. Ma anche ricordando a tutti che i migranti sono un valore e un tesoro per le città e i paesi“. “Carità, apertura e accoglienza”, le parole chiave del cardinale, rilanciate in tante occasioni da papa Francesco.

“La nostra campagna ha cambiato la narrazione della società”

La Cei ha sottolineato che la campagna sull’immigrazione ha contributo a cambiare la “narrazione sui migranti. Spesso falsata e utilizzata come leva per battaglie ideologiche”, ha detto il segretario generale dei vescovi, monsignor Stefano Russo.

Russo ha ricordato numeri e progetti della campagna in tre anni di attività. Con i fondi dell’8xmille sono stati finanziati 130 progetti. Per un totale di oltre 27 milioni di euro. 110 interventi in Italia (pari a quasi 15 milioni di euro). Dei quali 29 promossi da associazioni, istituti religiosi e cooperative. Ee 81 dalle diocesi. “Sette progetti – ha illustrato – sono stati finanziati nei Paesi di transito (Marocco, Albania, Algeria, Niger, Tunisia e Turchia). Per una somma di oltre 4 milioni e 200mila euro. Tredici iniziative sono state invece avviate nei Paesi di partenza. Mali, Nigeria, Costa d’Avorio, Senegal, Gambia, Guinea. Per uno stanziamento complessivo di oltre 8 milioni di euro. Educazione e formazione (anche professionale). Informazione, sanità, inserimento lavorativo, riconciliazione. Questi i principali ambiti d’intervento. Bambini e donne sono stati i destinatari privilegiati della campagna”. “I progetti – ha precisato – hanno mobilitato risorse e forze. Cercando sempre di mettere al centro i migranti e renderli protagonisti del loro riscatto”.

Zuppi: ancora tragedie in mare, nessuno fa niente

Il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha picchiato duro di fronte all’escalation delle tragedie in mare. “Il fenomeno della migrazione è alla stregua di una pandemia. Perché la tragedia continua e non ci sono risposte forti e adeguate”. Sono 30 anni che andiamo avanti con la logica dell’emergenza – ha aggiunto – pensando di trovare risposte rapide ed efficaci. La campagna invece dava una prospettiva. Per lasciare le persone libere di restare e libere di partire. Rappresentava una scelta importantissima. Non accontentarci di non poter far nulla. Perché quando diciamo: ‘aiutiamoli a casa loro’, non si fa niente. Né qui né lì. Tanto che i soldi per la cooperazione sono ancora diminuiti”.

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