De Marco incastrato da una escort: il killer di Lecce ha consumato un rapporto vicino al luogo del delitto

giovedì 1 Ottobre 12:40 - di Luisa Perri
De Marco

Marco De Marco, il killer della coppia di fidanzatini di Lecce, è stato incastrato dalla prova regina, dal Dna. Gli inquirenti lo avrebbero confrontato prelevandolo a casa di una escort, dove il 21enne aspirante infermiere si era recato per consumare un rapporto sessuale.

De Marco e il rapporto a pagamento

Lo riporta il sito Leccesette. Venerdì 28 settembre, il giovane si sarebbe recato a piedi nell’abitazione di una prostituta, a poche centinaia di metri da via Montello, la strada dove ha ucciso Daniele De Santis e la sua fidanzata Eleonora Manta. Proprio in un’abitazione poco distante ha consumato un rapporto sessuale a pagamento.

Il dna nei contraccettivi comparato con le tracce sulle vittime

Sulle sue tracce però vi erano già gli inquirenti che lo stavano pedinando. A quel punto, una volta che De Marco ha lasciato l’abitazione, gli investigatori hanno messo l’appartamento a soqquadro. Hanno rinvenuto, quindi, tracce biologiche nei preservativi utilizzati dal 21enne, e poi comparate con quelle repertate dopo la strage di via Montello.

Il dna rinvenuto nei contraccettivi, è stato infatti comparato con quello rinvenuto nei frammenti di guanto trovato sulla scena del crimine, sul fodero del coltello abbandonato nell’appartamento di Eleonora e Daniele e perfino sotto le unghie di Eleonora, che avrebbe provato a fermare l’assassino graffiandolo. La comparazione delle prove ha quindi dimostrato inequivocabilmente la presenza di De Marco nell’abitazione di via Montello la sera del 21 settembre.

L’invidia? Si indaga anche su altri moventi

In queste ore è in corso l’udienza di convalida. Davanti al gip il reo confesso dovrà spiegare soprattutto cosa l’abbia spinto a mettere a punto un piano spietato, che al momento ha come unica spiegazione l’invidia che l’ex coinquilino avrebbe provato nel vedere la coppia di fidanzati così felice per l’inizio di una vita insieme. Al termine dell’interrogatorio di convalida del fermo gli avvocati difensori potrebbero chiedere una perizia psichiatrica per valutare la personalità dell’aspirante infermiere che ieri, secondo quanto riferito da uno dei legali, sarebbe apparso scosso e provato, e avrebbe preso coscienza della gravità dei suoi atti

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