Covid, Zaia si scaglia contro il governo: «Ho detto no al braccialetto per controllare le persone»

mercoledì 14 Ottobre 8:08 - di Redazione
Zaia

«Vedo con dispiacere che le osservazioni delle Regioni non sono state accolte». Così il presidente del Veneto Luca Zaia ha commentato il nuovo Dpcm. E il governatore del Veneto ha sottolineato: «Faccio un esempio che può sembrare marginale, quello dei matrimoni. Noi chiedevamo una misura di salvaguardia. Ad esempio, chi ha già organizzato il matrimonio per il prossimo sabato e domenica come fa a ridurre di punto in bianco gli invitati?», polemizza il presidente del Veneto.

Zaia e le preoccupazioni per l’economia

Dal punto stampa dalla protezione civile di Marghera, Zaia ha rilanciato: «Ma ben più importante è l’aspetto economico di questo Dpcm. Capisco la volontà di salvaguardare la salute dei cittadini. Ma dietro a ogni provvedimento restrittivo ci deve essere un provvedimento economico di sostegno per quelle attività. I sacrifici devono essere remunerati. E faccio il solito esempio del mondo delle discoteche: se è un settore che non può riaprire deve essere sostenuto economicamente. Abbiamo», ha ribadito, «una grande preoccupazione per l’aspetto economico».

«La questione non è ancora chiusa»

«Dopo il Dpcm sono necessari altri provvedimenti. Le Regioni hanno presentato un documento correttivo, ma assolutamente collaborativo per modificare in parte quanto previsto da questo Dpcm. Quindi non lo considero chiuso ma solo a metà del guado». Zaia ha assicurato «tutta la collaborazione possibile. Non ci sono divergenze tra Roma e le Regioni ma la differenza è che noi ci troviamo impazienti sull’uscio di casa e Roma no. Però, se ci mettiamo assieme istituzioni regionali e governo riusciamo a fare un grande lavoro».

No al braccialetto per controllare le persone

«Ho detto no al braccialetto per  il controllo delle persone». Lo ha sottolineato sempre Luca Zaia nel corso del punto stampa. «Ce li hanno proposti, per la biosorveglianza, è chiaro che possono anche essere georeferenziati e vedere se uno in quarantena si sposta. Ho detto di no. Alle persone bisogna sì lasciare libertà, ma c’è bisogno di senso civico», ha concluso.

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