Covid, Bassetti: «Ecco la verità sulle terapie intensive. Non sono l’anticamera della morte»

lunedì 12 Ottobre 19:17 - di Adriana De Conto
Covid Bassetti

Niente panico, solo molta attenzione. L’infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, torna a predicare realismo, non terrorismo sui nuovo contagi da Covid di queste settimante. “Basta terrorizzare la gente”, aveva detto giorni fa e continua a ripeterlo ora il medico che si è trovato suo malgrado al centro di tante polemiche.  Solo per non essere annoverato nella schiera dalla parte dei catastrofisti, ma per avere predicato sano realismo.  E infatti – ribadisce- e l’Italia non sta vivendo la seconda ondata di coronavirus, ma la coda della prima. Il che è molto diverso. Dire che la situazione attuali è paragonabile a quella di marzo-aprile significa dare messaggi e paure senza senso logico.

Covid, Bassetti: “La terapia intensiva non è l’anticamera della morte”

Matteo Bassetti, dopo tante polemiche soprattutto con il professor Gallo del Sacco di Milano, ha potuto spiegare nel corso di “Domenica in” e all’ampio pubblico di di Rai 1 che non bisogna farsi prendere dal panico. E snocciola i veri numeri. A proposito dell’impennata dei casi registrata nell’ultima settimana, chiarisce. “Tra i contagiati – ha spiegato il direttore della clinica di malattie infettive del San Martino di Genova – oggi lo 0,4-0,5% va in terapia intensiva: qui  viene portato un paziente instabile a livello di respirazione o circolazione. Non è detto che tutti quelli che vanno in terapia intensiva siano intubati o siano nell’anticamera della morte. Oggi ci sono circa 400 ricoverati in terapia intensiva, in primavera ne avevamo 4.200”.

“La letalità del virus è azzerata”

Il dato più importante Bassetti lo ha però offerto in relazione ai decessi: “I ricoveri hanno una durata più breve per la capacità di gestire la malattia: in 7-8 giorni massimo abbiamo il paziente dimesso o a casa o in strutture di secondo livello”.  Bassetti dà poi un’informazione fondamentale, ossia che “la letalità è praticamente azzerata: da quando abbiamo avuto il secondo picco, al San Martino abbiamo avuto oltre cento ricoveri e un solo decesso, che è sempre tanto. Ma la situazione è diversa rispetto a marzo-aprile”. Ciò è evidente, ma non toglie che comunque bisogna essere prudenti e prestare attenzione per evitare che la situazione sfugga di mano. Bassetti non è uno che predica a cuor leggero, come si è voluto farlo passare: “Non significa dire che va tutto bene -chiarisce -. Ma si tratta di dare un messaggio di speranza perché abbiamo strumenti e sappiamo come usarli”. Con la flemma e la sicurezza di chi parla dall’interno della struttura che dirige, riesce a dare segnali di chiarezza senza fare terrorismo psicologico.

A tal riguardo dal suo profilo social Bassetti fa un plauso ai Cts: “Non sarà più necessario il doppio tampone negativo per confermare la fine della quarantena – sottolinea in un post su Facebook – Basterà infatti il singolo tampone, ovviamente con esito negativo, per decretare la guarigione di chi si è ammalato di Covid. Anche la quarantena passerà da 14 a 10 giorni”. Lo auspicava da molto.  “E’ una grande notizia (che personalmente sostenevo da molto tempo), che semplificherà molto le cose”.

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