Conte: la curva dei contagi ci sfugge di mano. E per ora evita il voto del Parlamento

28 Ott 2020 16:13 - di Adele Sirocchi

La situazione è grave. E non solo quella dell’epidemia da coronavirus. Anche Giuseppe Conte comincia a sentire che il fardello si è fatto troppo pesante. La maggioranza ha i nervi tesi. L’opposizione preme per un voto sulle comunicazioni che il premier farà domani alla Camera. Ma per ora non ci sarà una votazione. Si parla al momento di dibattito e voto la prossima settimana.

Conte si difende nel premier time

Conte ha bisogno di tempo per vedere cosa succede nel Paese dove le piazze ribollono e per verificare le misure di inasprimento cui si stanno accingendo i partner europei. Oggi perciò parlando nel corso del “premier time” (un question time riservato al presidente del Consiglio), Conte ne ha approfittato per difendere le misure appena varate.

Conte: ho fatto quello che hanno detto gli esperti

Sono state prese, ha specificato, assieme al Cts e all’Istituto superiore di sanità. Resta però sotto accusa il suo metodo, la sua ostinazione nel non voler coinvolgere le opposizioni.

Lo scenario numero 3 dell’Iss

“Non abbiamo adottato misure secondo un criterio arbitrario né operando una gerarchia di valori tra le attività”, ha spiegato Conte ma le misure, in particolare quelle dell’ultimo Dpcm, rispondono “allo scenario numero 3” elaborato da uno studio dell’Istituto superiore di Sanità e il loro effetto “non va valutato in questi primi giorni ma nell’arco di due settimane”.

Misure severe o la curva sfugge di mano

“Sono misure severe” e, ricorda Conte, “le abbiamo illustrate preventivamente ai capigruppo di maggioranza e opposizione”, ma “le riteniamo assolutamente necessarie per contenere” la diffusione dei contagi. “Diversamente la curva è destinata a sfuggirci di mano”.

Attualmente, secondo lo studio del Cts in Italia “abbiamo uno scenario di tipo 3. Lo studio prevede possibilità di interruzione di alcune attività particolarmente a rischio, anche su base oraria, possibilità di lezioni scaglionate per la scuola, incremento dello smart working per decongestionare i trasporti A tali misure si è attenuto il governo nell’adozione del Dpcm”.

Il punto dolente è quello dei trasporti

E ha dovuto ammettere che proprio quello dei trasporti è il punto dolente e irrisolto. “È evidente che ci sia un’oggettiva difficoltà di assicurare che le misure di sicurezza e distanziamento siano rispettate nel corso dell’intera giornata”. Ed è per questo che le misure del Dpcm sono finalizzate “ad alleggerire i flussi nei trasporti”, ha aggiunto.

I verbali del Cts

Conte ha infine spiegato perché i verbali delle riunioni del Cts non sono pubblici se non dopo 45 giorni. “Per quanto riguarda la pubblicità delle ultime sedute del Comitato tecnico scientifico ricordo che il governo lo scorso 4 settembre ha deciso di procedere alla pubblicazione dei verbali decorsi 45 giorni dalla data della riunione. Questo differimento si giustifica in quanto si rende necessario valutare con rigore e ponderazione i diritti e gli interessi pubblici e privati coinvolti”. Una spiegazione che non spiega nulla. In pratica: il governo ritiene più conveniente non far conoscere i verbali delle riunioni di tecnici ed esperti.

FdI: noi insoddisfatti, Conte ci ha fatto la predica

Tommaso Foti, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, è intervenuto dopo le parole di Conte osservando che il premier ha evitato di dare risposte. “Gli avevamo chiesto dei dati e lui ci ha fatto la predica dimenticandosi di dire molte cose tra le quali i dati che giustificherebbero le tante chiusure fatte: ci dica qual era la diffusione del Covid-19 nel settore della ristorazione e delle palestre. Ringrazio i colleghi di Fratelli d’Italia Caiata, Trancassini e Zucconi che da ristoratori stanno attuando da giorni uno sciopero della fame che anticiperà quella che faranno gli italiani per colpa di Conte e del suo governo”.

 

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