Carfagna e Toti, incontro segreto a Roma. Prove tecniche per il solito “nuovo” centro

giovedì 1 Ottobre 13:46 - di Michele Pezza
Carfagna

Un incontro che doveva restare riservato e che invece il Corriere della Sera ha spiattellato come l’avvio del «dialogo sul nuovo centro». Ne sono protagonisti Giovanni Toti e Mara Carfagna. Ormai ex-berlusconiano lui, ancora forzista, sebbene tormentatissima, lei. I due si sono dati appuntamento in gran segreto all’hotel De Russie, a Roma, per riprendere il filo di un’intesa interrotta oltre un anno fa, esattamente nel giugno del 2019. Erano i giorni successivi alla batosta elettorale patita da Forza Italia alle elezioni europee, e il Cavaliere aveva deciso di assorbirla con un restyling culminato nella nomina a coordinatore di Toti e della Carfagna.

I due si sono incontrati in un albero romano

Durò poco. Il problema, infatti, non era di organigramma ma di programma, cioè di linea politica. Toti flirtava apertamente con Salvini mentre la Carfagna si era segnalata per una serie d’attacchi contro la deriva sovranista degli “azzurri“. I due, insomma, stavano su barricate opposte. Ora invece parrebbe che non sia più così. Una novità che si può spiegare solo partendo dal fatto che uno dei due ha cambiato opinione su Salvini. Difficile che lo abbia fatto la vicepresidente della Camera, possibile invece che lo abbia fatto il governatore della Liguria.

Un mese fa la Carfagna ad un passo dall’accordo con Calenda

Comunque sia, l’incontro romano è l’ulteriore indizio dell’incertezza che si respira nel centro del centrodestra. Solo pochi giorni fa, infatti, a far parlare era stata ancora la Carfagna e questa volta per un incontro (anche quello segreto) con Carlo Calenda, leader di Azione. I giornali che ne parlarono, riferirono che i due erano stati ad un passo dal siglare un vero e proprio accordo politico. Se non si chiuse fu, in quel caso, per un problema di organigramma. E non di linea politica, come pure autorizzerebbe a pensare la collocazione della prima nel centrodestra e del secondo nel centrosinistra. Si tratta di una confusione destinata ad aumentare man mano che che crescerà il tramestio intorno alla nuova legge elettorale e quando apparirà sempre più chiaro che il taglio delle poltrone mieterà anche vittime eccellenti.

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