Sgarbi a Gassmann: «Vigliacchetto spudorato. Parli di odio tu che inviti a mandarmi aff***»

lunedì 7 settembre 19:09 - di Angelica Orlandi
Sgarbi

Vittorio Sgarbi ha la memoria d’elefante e le cose se le lega al dito. “Si può essere così spudorati nel mentire?”. Il critico d’arte  su Facebook tuona contro  Alessandro Gassman, riannodando il filo di una polemica social  di qualche giorno fa sull’ordinanza-provocazione di Sgarbi (da sindaco di Sutri) contro l’uso delle mascherine in pubblico. Ebbene, l’attore era astato molto ruvido sulla disposizione. Aveva scritto: “Quando sei nel comune di Sutri governato da cosetto nervosetto e ti fanno la multa perché porti la mascherina fuori orario, a quale distanza devi stare per mandarlo a f….'”.

Botta e risposta Sgarbi – Gassmann

Ecco, questo stesso Alessandro Gassmann che con il suo commento certo non predisponeva a una serena convivenza, ora fa la morale agli “odiatori” sui social. Che coraggio. Non gliele manda a dire Sgarbi. “L’Italia sui social si sta dimostrando simile al resto del mondo evoluto. Gli haters sono presenti nella società e non vanno sottovalutati. Perché chi insulta o minaccia le persone dietro un pc o un telefono scatena reazioni che in questo paese possono essere molto pericolose”: la “lezioncina” vine impartita da Gassman dalla Mostra del Cinema di Venezia. Una lezioncina con cui l’attore in qualche modo smentisce se stesso.  Lo scontro pertanto raggiunge alte temperature.

“Menti spudoratamente”

Sgarbi coglie l’assist incauto e batte in rete, ricordando  quanto poco garbatamente scriveva l’attore contro di lui . “Su Twitter (sul quale, da buon vigliacchetto, mi ha bloccato per non farmi interloquire) ha invitato i suoi ‘seguaci’ a mandarmi a fare in c***o“, rammenta il critico e primo cittadino di Sutri. “Quindi, ricapitolando – conclude sarcastico –  l’energumeno social che invita a mandarmi a fare in c***o, è lo stesso che da Venezia invita a non odiare?”. Già nel precedente diverbio Sgarbi era andato giù pesante. “Il conformista Alessandro Gassman di suo padre non ha niente. E fatica a capire che portare la mascherina passeggiando da soli o con la propria moglie è una forma di demenza”.

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