M5S nella tempesta, Casaleggio Jr. fa il pompiere: «Tutto ok sulla futura leadership»

mercoledì 9 settembre 19:21 - di Michele Pezza
Casaleggio

Arriva anche Davide Casaleggio a monitorare lo stato salute del M5S. Ulteriore indizio della crisi che ormai squassa i grillini e e che solo il collante del potere trattiene dal far esplodere in tutta la sua evidenza. Il figlio del guru co-fondatore del MoVimento con Beppe Grillo è stato avvistato oggi a Montecitorio. «Sono venuto a incontrare un po’ di persone», ha dichiarato all’uscita dalla Camera. Il presidente dell’Associazione Rousseau non è certo venuto per effettuare visite di cortesia. E neppure per parlare di elezioni regionali o di referendum. Più verosimilmente, avrà discusso delle difficoltà del MoVimento a ricostruire una leadership dopo l’abbandono di Luigi Di Maio.

Casaleggio avvistato a Montecitorio

La nomina di Vito Crimi a reggente si sta infatti rivelando meno provvisoria del previsto, mentre nessuna schiarita s’intravede ancora sulla convocazione degli Stati Generali del M5S. Per quanto se ne mostri distaccato, Casaleggio Jr. è della partita. E non solo per ragioni politiche. Sono infatti sempre più numerosi i parlamentari che contestano il versamento mensile di 300 euro all’Associazione. Voci, certo. Ma sempre più insistenti, che già in passato hanno costretto Casaleggio alla smentita ufficiale. Oggi, invece, sulle tormentate vicende interne, si è solo limitato a glissare. «Non sono informato di questo, lo leggo sui giornali», ha infatti replicato a chi gli chiedeva del possibile voto sulla governance del M5S in arrivo sulla piattaforma Rousseau.

«La leadership collegiale è il Team del futuro»

Una non risposta che la dice lunga sullo stato delle relazioni interne al M5S. Casaleggio non ha potuto fare altro che ripiegare sulla procedura. «Deciderà il capo politico con il comitato di garanzia», ha spiegato a proposito dell’eventuale votazione che sta scompaginando gli equilibri grillini. «Prima però – ha aggiunto – devo capire qual è il tipo di voto di cui si sta parlando». Il capo dell’Associazione Rousseau si conferma una biscia anche sul dilemma tra leadership collegiale o capo politico unico. E dice: «C’è già una leadership collegiale. È il Team del Futuro».

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