Grillo, da comico a illusionista: «Bravo Conte, avanti così». Ma il governo è alla canna del gas

venerdì 11 settembre 13:18 - di Michele Pezza
Grillo

«Grande lavoro. Continuate così..». Ad incitare il governo è Beppe Grillo, arrivato a sorpresa alla presentazione del Libro Blu 2019 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, presenti anche Conte e Di Maio. È la prova che l‘ex-comico ha deciso di ballare fino in fondo nonostante il M5S stia vivendo giorni a dir poco drammatici. Il pericolo di una scissione nei gruppi parlamentari si fa sempre più incombente, complice anche la rimonta del “no” al referendum. Una risalita imprevedibile e inaspettata, ma che ora fa sperare i tanti peones che già si vedevano fuori dal prossimo Parlamento.

Grillo puntella l’esecutivo in difficoltà

Chi invece ne pagherebbe – e salato – il conto sarebbe soprattutto il MoVimento, quindi Di Maio e, dopo l’endorsement del Pd in favore del ““, anche il governo. Un effetto domino che atterrisce Grillo. Dopo un decennio di insulti, ripicche e dispetti reciproci, l’Elevato era infatti finalmente riuscito a ricondurre a sinistra il M5S da lui fondato insieme a Gianroberto Casaleggio, scomparso un paio d’anni fa. La morte del guru, indisponibile a qualsiasi alleanza, ha accelerato la deriva governista del MoVimento fino a metterlo in scia al Pd. Il resto lo hanno fatto prima Grillo e poi Di Maio con la richiesta di un tavolo per prossime amministrative di Roma, Milano, Napoli e Torino.

Sui 5Stelle l’incognita referendum

E questo spiega l’apprensione dell’ex-comico e la sua necessità di tirare avanti così finché si può. Anzi, finché i Cinquestelle ce la fanno. Piaccia o meno, sarà il referendum a decidere del futuro del M5S e quindi del governo. Alla luce della decisione di correre da soli tranne che in Liguria, le elezioni regionali rappresentano una partita che per i pentastellati in realtà non si è mai aperta. Continueranno ad avere zero governatori, esattamente come prima. Il “no” può invece far saltare tutto. Grillo lo ha capito prima di tutti. È solo per questo che incita Conte e Di Maio. Ma non ci crede più neppure lui.

 

 

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