Fuga di batteri da un laboratorio farmaceutico cinese nascosta per un anno: 5000 infettati

venerdì 18 Settembre 16:48 - di Laura Ferrari
fuga di batteri

Quasi cinquemila persone sono risultate positive alla brucellosi, dopo una fuga di batteri da un’azienda biofarmaceutica cinese di Lanzhou, nel Nord oveste del Paese. Lo riferisce la Cnn. I fatti sono accaduti all’estate 2019, ma sono stati resi noti solo oggi.

La Commissione Sanitaria di Lanzhou, capoluogo della provincia di Gansu, ha infatti confermato che 3.245 persone hanno contratto la malattia, spesso causata dal contatto con il bestiame portatore del batterio. Altre 1.401 persone hanno contratto la malattia, anche se non sono stati segnalati decess. In totale, le autorità hanno testato 21.847 persone su 2,9 milioni di abitanti della città.

Che cos’è la brucellosi

La malattia, nota anche come febbre di Malta o febbre mediterranea, può causare sintomi tra cui mal di testa, dolori muscolari, febbre e affaticamento. Alcuni sintomi possono diventare cronici o non scomparire mai, come l’artrite o il rigonfiamento di alcuni organi.

La trasmissione da uomo a uomo è estremamente rara, secondo il CDC. La maggior parte delle persone si infetta mangiando cibo contaminato o respirando i batteri. È proprio quello che sembra essere successo intorno all’impianto biofarmaceutico di Lanzhou. Da quanto è emerso, tra la fine di luglio e la fine di agosto dello scorso anno, il laboratorio Zhongmu Lanzhou ha utilizzato disinfettanti scaduti durante la produzione di vaccini contro la Brucellosi, consentendo ai batteri di entrare nei gas di scarico e infettare le persone nelle vicinanze.

Com’è avvenuta la fuga di batteri

Questo gas di scarico contaminato ha formato aerosol che contenevano i batteri e, fuoriuscito nell’aria, è stato trasportato dal vento fino all’Istituto di ricerca veterinaria di Lanzhou, dove l’epidemia ha colpito per la prima volta. Il personale dell’istituto ha iniziato a segnalare le infezioni a novembre e il processo ha subito un’accelerazione. Alla fine di dicembre, almeno 181 persone presso l’istituto avevano contratto la brucellosi, secondo l’agenzia di stampa statale cinese Xinhua. Altri pazienti infetti includevano studenti e docenti dell’Università di Lanzhou. La fuga di batteri ha fatto sì che l’epidemia si diffondesse anche nella provincia di Heilongjiang. All’estremità nord-orientale del Paese, dove ad agosto 13 casi positivi avevano lavorato nell’istituto veterinario.

L’indagine cinese partita in ritardo

Nei mesi successivi allo scoppio del focolaio, i funzionari provinciali e municipali hanno avviato un’indagine. A gennaio, le autorità avevano revocato le licenze di produzione di vaccini al’impianto e ritirato i numeri di approvazione del prodotto per i suoi due vaccini contro la brucellosi. A febbraio, la fabbrica ha rilasciato delle scuse pubbliche e ha affermato di aver “punito severamente” le otto persone ritenute responsabili dell’incidente.

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