Caos 5Stelle, Crimi: “Serve un percorso condiviso per decidere dove andare”. E Fico zittisce Grillo

venerdì 25 Settembre 16:53 - di Alessandra Danieli

Riunioni, liti, chat infuocate. In casa 5Stelle continua lo psicodramma post-elettorale in vista dei fantomatici Stati generali. Mai celebrati a causa del covid. Lunedì Vito Crimi, reduce da una riunione rocambolesca con i parlamentari, incontrerà i membri grillini del governo. Sul tappeto: la fisionomia della nuova leadership, collegiale o un uomo solo al comando? Si fa strada l’ipotesi di una cabina di regia a dieci. Ma anche il dilemma delle alleanze con il Pd.

5Stelle al buio, Crimi: serve percorso condiviso

Dobbiamo dotarci di una nuova organizzazione, è evidente. E dobbiamo pensare ai temi del futuro. Ai nuovi obiettivi che intendiamo porci. Al nuovo sogno che vogliamo realizzare per il Paese”, scrive su Facebook il capo politico pentastellato. “Per fare questo è necessario un percorso condiviso, che affronti le questioni di principio e non solo. Che si interroghi sul domani e su cosa vogliamo essere”. Che fare? “Stando al nostro statuto, dovrei convocare le consultazioni per il nuovo capo politico il prima possibile”, osserva Crimi. Ma vista la richiesta di una maggiore collegialità ci sono due strade. Una immediata consultazione ed elezione della guida del MoVimento. Oppure partire dal basso, dalle assemblee territoriali. “Che prevede l’individuazione dell’agenda, dei temi e delle questioni che devono essere affrontate. Una commissione di 10 persone avrà il compito di effettuare una sintesi elaborando gli argomenti. Che dovranno poi essere rimessi al voto degli iscritti. Tramite una consultazione che consenta tempi giusti per dibattere dei contenuti, fisicamente oppure online”.

Bonafede: basta con le divisioni

“Basta con divisioni e polemiche“. Parola del ministro Bonafede che indossa i panni del pompiere. “Siamo una forza politica che, pur con diverse sensibilità, è sempre stata unita e compatta. Discussioni su leadership e alleanze? Adesso c’è il percorso di questi Stati Generali. E si capirà come deve essere organizzato il M5S”. Mentre la casa brucia il Guardasigilli si dice ottimista. “Ho fiducia che il movimento arriverà a riorganizzarsi per continuare a lavorare al servizio dei cittadini. Le regionali non sono andate come volevamo. Ma succede…”. Per Bonafede, insomma, non è il tempo di fare analisi sul consenso. “Ma di tornare a lavorare meglio di prima e più di prima. Il consenso poi diventa una conseguenza. Nei territori quindi si valuterà se ci sono le condizioni di allearsi. Ma il tentativo di creare un confronto deve esserci”.

Di Maio: va bene tutto, ma fate presto

Luigi Di Maio intanto chiede di fare presto. “Bene il confronto interno al M5S, però voglio dire anche: rapidità. E mettiamo sempre al centro il Paese. Teniamo la barra dritta sui problemi del Paese”, dice il ministro degli Esteri che preferisce glissare sul  corto circuito interno.

Fico: democrazia diretta e rappresentativa vanno insieme

Scende in campo anche Roberto Fico. Tra i maggiori sostenitori del dialogo con gli alleati dem. “Quando parliamo di democrazia, in ogni sua forma, parliamo della partecipazione dei cittadini. E quindi della consapevolezza della partecipazione dei cittadini alla politica”, dice il presidente della Camera. Che indirettamente si rivolge all’ultima provocazione antiparlamentare di Beppe Grillo. “Penso che la democrazia diretta e la democrazia rappresentativa possano vivere in un principio di vasi comunicanti. Per fare questo dobbiamo organizzare anche sui territori forme di consultazioni collettive. Con le consulte dei cittadini per esempio. La democrazia anche diretta può essere assolutamente utile e va applicata a partire dai territori”.

Corrao: subito gli Stati generali

Una proposta raccolta in 6 pagine, con il ‘timing’ dei lavori. E un occhio attento ai territori. L’europarlamentare Ignazio Corrao, vicino a Di Battista, accelera sugli Stati generali. E pubblica sul suo sito web una proposta per iniziare il percorso di ‘rigenerazione’ del movimento. Undici articoli e il numero di delegati regionali suddivisi per ciascuna regione. L’idea prevede che si passi prima dai congressi provinciali (10 e 11 ottobre) e regionali (17 e 18 ottobre), per poi approdare agli Stati generali da tenersi il 31 ottobre e il 1 novembre.

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