Zangrillo: «Finitela di dire balle, i contagiati non sono malati». E zittisce chi lo contesta: «Studia»

giovedì 13 agosto 12:12 - di Renato Fratello
Zangrillo

Alberto Zangrillo torna a parlare di coronavirus. Ospite a In Onda, il programma di La7 condotto da Luca Telese e David Parenzo, il direttore della Terapia intensiva del San Raffaele di Milano si è soffermato sui contagi. Le notizie relative ai contagi degli ultimi giorni sono «la conferma di quello che ho detto il 28 aprile, quando appena usciti dalla fase più drammatica dell’epidemia dissi che dovevamo imparare a convivere col virus. Essere contagiati non significa essere malati».

Zangrillo: «Il contagiato non è malato»

Zangrillo ha proseguito: «Fa bene il governo ad adottare con le regioni tutte le norme per cercare di identificare precocemente i contagiati. Non dobbiamo però confondere il contagiato con il malato. Il contagiato ha un’evidenza sierologica per cui è venuto a contatto con un virus e nel 99% dei casi non manifesta una sintomatologia clinica».

E poi ancora: «Ci sono appuntamenti che potrebbero creare disagio e preoccupazione, come la riapertura delle scuole, ma non dobbiamo creare confusione: essere contagiati non significa essere malati, non ha alcun significato dal punto di vista clinico-sanitario».

Zangrillo sul vaccino

Sulla prevenzione ha spiegato: «È evidente che noi dobbiamo, come medici, cercare di applicare quello che abbiamo in mano. In questo momento le terapie di profilassi che abbiamo, sono quelle, ad esempio, contro il virus influenzale. Dobbiamo quindi fare una massiccia opera di persuasione per quanto riguarda la vaccinazione veramente di massa contro l’influenza. Dopodiché nelle categorie più fragili, anziani e portatori di patologia, anche contro la polmonite da pneumococco».

Il web si divide, Zangrillo zittisce tutti

La frase “essere contagiati non significa essere malati” ha provocato polemiche sui social. Il web si divide, tra chi è d’accordo e chi critica. Gli “odiatori” straparlano senza avere neppure un briciolo di conoscenza scientifica. «Quindi, secondo il suo ragionamento», dicono, «ricovererebbe nel suo reparto pazienti Covid asintomatici accanto a pazienti non Covid? Se la risposta è si, è un criminale». E  Nino Cartabellotta, medico e presidente della Fondazione Gimbe attacca: «Questa affermazione in ottica di sanità pubblica è una grande bestemmia, caro Zangrillo». Immediata la replica di Zangrillo, che zittisce tutti con una parola: «Studia».

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