Zaia: «Abbiamo fatto 14mila tamponi in due giorni». Poi l’appello ai vacanzieri: «Siate prudenti»

lunedì 17 agosto 18:55 - di Sara Gentile
Zaia

«Con i tamponi ad accesso diretto ho voluto fare qualcosa di più da un punto di vista organizzativo. Gli accessi diretti hanno funzionato, abbiamo fatto quasi 14mila tamponi in due giorni. Abbiamo 37 vacanzieri positivi, su 13.866 tamponi». È quanto ha dichiarato il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, in un punto stampa nella sede della Protezione Civile regionale. «A volte ci si infetta andando in comunità dove non c’è l’attenzione che abbiamo qui in Veneto», aggiunge. E rivolge un appello ai vacanzieri “ad essere prudenti”. Zaia ha inoltre annunciato una campagna autunnale di rafforzamento della macchina dal testing. «Immagino un piano autunnale con la possibilità di fare una campagna di test rapidi più aggressiva», ha aggiunto. «Domani ne arriveranno altri 10mila pezzi, ma ne avremo bisogni di ulteriori se proseguiremo con questi ritmi. Ne ho già parlato con il commissario Arcuri».

Zaia: «Gli ospedali si sono svuotati»

«I tamponi sono 1.380.393, i test rapidi circa 1.200.000. I positivi oggi sono 21.256, rispetto al 18 maggio 2.306 in più. In isolamento al 18 maggio c’erano 3.870 cittadini, oggi 6.394. 541 ricoverati a maggio, oggi 119, gli ospedali si sono svuotati. Dato ancora più significativo: le terapie intensive il 18 maggio erano 51, oggi sono 5 in tutto il Veneto. I morti in totale sono 2.096, rispetto ai 1.803 del 18 maggio. I dimessi sono aumentati a 3.795». Questo il bollettino di del Veneto, reso noto da Zaia. «1.634 positivi oggi in Veneto, isolati 6.394. Vuol dire che rispetto agli isolati di oggi il 25% è positivo. 0,03% è la percentuale dei sintomatici tra i positivi, 65 in totale su 6.394», aggiunge. «Abbiamo un’alta percentuale di asintomatici. Il virus c’è ancora. Chi canta vittoria secondo me sta sbagliando».

Sulle discoteche chiuse

Zaia ha commentato anche la nuova ordinanza sulla chiusura delle discoteche: «Voglio dire che per colpa di qualcuno paga un conto salato tutto il settore. Secondo me è innegabile che una condizione di assembramento si possa creare con più velocità in un locale notturno, ma dire che chiuse le discoteche abbiamo risolto il problema, no. Sono attività produttive, e soprattutto qui da noi pesano tanto, anche a livello occupazionale». E poi ha ha invitato il governo a prendere provvedimenti anche in altri settori, come ad esempio rendendo obbligatorio il test rapido per gli stranieri che entrano nel nostro territorio.

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