Sfiduciata la vicesindaca che litigò con Salvini sulla spiaggia di Milano Marittima (video)

venerdì 7 agosto 14:53 - di Adele Sirocchi
vicesindaca Proserpio video fb

Troppa mania di protagonismo si è rivelata un boomerang per Veronica Proserpio, che dopo la sua bravata in spiaggia contro Salvini ha dovuto rassegnare le dimissioni da vicesindaco del comune di Proserpio. Il fatto risale a domenica 26 luglio.  C’è Matteo Salvini in spiaggia a Milano Marittima. E allora lei, la vicesindaca dem di Proserpio si avvicina per infastidirlo. Si fa fare pure il video. Vuole dire a Salvini, che in quel momento è circondato dai suoi seguaci, che lui sta rovinando il nome dell’Italia e anche di Milano Marittima.

Il video del battibecco messo su Fb

Il leader leghista non le dà molta importanza e replica: “Fatti un bagno che ti rilassi”. E lei tutta sorridente: “Sono rilassatissima, sono in vacanza da 15 giorni”. Poi si vanta su facebook della sua bravata: “Ho visto il cazzaro verde e non ce l’ho fatta, gli ho detto di vergognarsi per le sue esternazioni”.

E’ lei stessa poi a postare su Fb il video del battibecco sotto l’ombrellone di Salvini che ovviamente non passa inosservato. Proserpio, in provincia di Como, vede alla sua guida Barbara Zuccon che capeggia una lista civica che riunisce consiglieri di sinistra ma anche simpatizzanti leghisti e lo stesso primo cittadino è vicino a Fratelli d’Italia. La sindaca, che in un primo momento aveva difeso l’esuberanza della sua vice, ha dovuto poi prendere le distanze dalla sceneggiata sulla spiaggia di Milano Marittima. Non solo: alcuni consiglieri di maggioranza hanno detto chiaro e tondo che non gradivano una vicesindaco dedita a gesti così sconvenienti.

Le conseguenze al Comune di Proserpio

La sfiducia alla Proserpio è stata messa ai voti e la vicesindaco ha dovuto dare le dimissioni. Sfogandosi poi con Il Fatto  e dichiarandosi adirata per quanto avvenuto:  “Delusa, amareggiata e arrabbiata. Sono stati i vertici provinciali dei partiti di centrodestra a volere la mia testa e a imporlo alla maggioranza. Restare non ha più senso. Però è veramente assurdo. È come se criticare Salvini fosse vietato. Chi osa farlo deve pagare”. Più che altro se stai in una maggioranza che non ti sostiene più come vicesindaco te ne devi andare: è la politica, è la democrazia. Pretendere di infastidire Salvini mentre sta per fatti suoi sulla spiaggia e poi governare un piccolo comune con i leghisti e con i loro alleati è francamente ridicolo. E infatti la chiarezza ha avuto il sopravvento.

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