Ricciardi lancia la “bomba”: «La riapertura delle scuole non è scontata». Governo nel caos

martedì 18 agosto 10:54 - di Mia Fenice
Ricciardi

Governo nel caos, la Azzolina brancola nel buio. «Sono giorni decisivi per la scuola, la riapertura non è scontata». Se nei prossimi giorni il numero dei contagi continuerà a crescere, c’è il rischio non solo di una “chiusura di aree con focolai”, ma addirittura che “non riaprano le scuole”. Lo sostiene Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e docente di Igiene all’università Cattolica di Roma in una lunga intervista su Il Messaggero. Tutto, però, «dipenderà dal comportamento responsabile delle persone», precisa. «In questo momento il contagio è alimentato sostanzialmente per circa il 30-35 per cento da quei turisti italiani che ritornano dall’estero, e sono soprattutto ragazzi. Poi un altro 40 per cento è autoctono, sono focolai cioè originati o trasmessi in famiglia o in comunità. Infine, un 20-30 per cento di persone sono turisti, oppure migranti, o comunque persone che vengono dall’estero».

Ricciardi: «Il rischio di non tornare a scuola c’è»

Ora, il rischio che i bambini non possano tornare a scuola, ribadisce Ricciardi, «c’è. Dipende se il trend si inverte anche attraverso la decisione presa domenica dal governo di chiudere discoteche e di limitare la movida attraverso l’uso delle mascherine. Noi possiamo e dobbiamo lavorare perché le scuole riaprano. Ma è chiaro che se abbiamo una esacerbazione e una crescita dei casi, si riapre un enorme punto interrogativo. Perché di fatto in queste condizioni le scuole potrebbero essere fonte di nuovi focolai. Quindi, bisogna fare tutti gli sforzi possibili e immaginabili per riaprire le scuole. E questo significa che serve che da una parte le persone abbiano comportamenti adeguati e che le autorità si preparino adeguatamente».

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