Paura in Basilicata: tunisini scappano dalla quarantena, tre sono infetti

sabato 8 agosto 13:52 - di Angelica Orlandi
Basilicata

La Basilicata ora ha paura. Dal centro di accoglienza temporanea per i migranti a Ferrandina,  piccolo comune in provincia di Matera, mancano all’appello venti dei cento migranti sbarcati a Lampedusa e poi trasferiti  nel capoluogo lucano su disposizione del Ministero dell’Interno. La cosa grave e inaccettabile è che tre di loro sono positivi al coronavirus. La prefettura di Matera  ha specificato come la fuga sia avvenuta “nonostante la presenza in loco di un servizio fisso di pattuglie delle forze di polizia”.  Undici dei migranti sono stati ritrovati e  ricondotti nel centro. Ma dei nove non si sa nulla. si sa solo che tre di loro sono contagiosi.  Si tratta di persone di origine tunisina. La polizia battendo a tappeto l’intero territorio lucano. Territorio – ricordiamolo bene- che fino a poco tempo fa era stata a lungo Covid free.

Bardi al governo: “Interrompete i trasferimenti”

Infatti il governatore della Basilicata del centrodestra Vito Bardi ha scritto un post accorato sul suo profilo Fb dal titolo a caratteri cubitali: “Difendiamo la Basilicata”.  La regione, insieme al Molise, era la regione “Covid free” secondo il report giornaliero pubblicato dal ministero della Salute: stando ai dati della Protezione Civile  attualmente i positivi al Covid in Basilicata sono settantaquattro. Non c’è nessun ricoverato in terapia intensiva. Per ora. la notizia che i tre tunisini positivi al Coronavirus siano liberi di circolare perché hanno violato la quarantena obbligatoria fa paura e rabbia. All’anima del “saremo inflessibili”.

“Difendiamo la Basilicata”

Vito Bardi su Facebook  leva un grido di dolore Fa un appello al duo Conte- Lamorgese  di interrompere il trasferimento di immigrati nei nostri centri di accoglienza che sono al limite del collasso”. Anche lui è categorico ed al colmo della sopportazione dopo tanti sacrifici chiesti ai cittadini. ” Non vorrei vedermi costretto, come ultima ratio, a chiedere la chiusura, anche per motivi sanitari, di quei centri che non rispettino i protocolli previsti dalla legge. Il mio è un appello al buon senso. La regione Basilicata è, e rimarrà, accogliente per tutti, ma vogliamo il rispetto delle leggi e delle profilassi sanitarie.

 

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