L’ira del presidente dei costruttori romani: “Dal governo ritardi intollerabili”

martedì 4 agosto 11:10 - di Penelope Corrado
costruttori

Il Decreto Rilancio? Non ha rilanciato nulla. Anzi, sta affossando definitivamente, con le sue lungaggini, anche il settore dell’edilizia. Parole nette e dure quelle del presidente dei costruttori romani, Nicolò Rebecchini.

In un’intervista a Italia Oggi, il presidente dell’Ance di Roma lo dice chiaramente. “Il fattore tempo continua a essere la grande criticità che le imprese debbono sopportare. Infatti le disposizioni contenute nel Decreto Rilancio, con particolare riferimento alle risorse per gli enti locali per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso il sistema delle imprese sono ancora nelle maglie delle procedure amministrative così come gli ecobonus, che costituirebbero un interessante motore per riavviare l’economia del settore, però mancano ancora di disposizioni attuative. I decreti giacciono su una sorta di binario morto. In una situazione d’emergenza questi ritardi sono intollerabili”.

Chi è il presidente dei costruttori romani (Ance Roma)

Rebecchini, 57 anni, erede di una storica famiglia di imprenditori romani, sottolinea le incongruenze di questo governo. Il Decreto Semplificazione era “un provvedimento di grande impatto, che auspicavamo da tempo” anche se “permangono alcune criticità”. “Mi riferisco – spiega – all’assoluta necessità di ridurre i tempi a monte delle procedure di gara inserendo termini perentori alle conferenze dei servizi ed introducendo per le procedure sopra soglia la ‘manifestazione d’interesse’ e il ‘principio della rotazione’ che consentirebbe di rendere più efficaci le procedure insieme a una maggior trasparenza”.

Il codice degli appalti, troppe norme lasciate in sospeso

Sul codice degli appalti, riconosce Rebecchini, “ipotizzare oggi una modifica radicale mi pare difficile. Però si potrebbero introdurre correttivi importanti: rendere stabili le misure di semplificazione procedurali introdotte in seguito all’emergenza Covid, tagliare i tempi della fase autorizzativa antecedente alla gara, semplificare le procedure di affidamento dei lavori, ricorrere a criteri di aggiudicazione automatici che escludano la discrezionalità della pubblica amministrazione”. “Infine – conclude – è indispensabile dare piena attuazione alle indicazioni comunitarie, in particolare durante la fase esecutiva dell’appalto, in merito ai tempi di pagamento del corrispettivo e alla disciplina del subappalto”. Ma tutte queste osservazioni verranno recepite dal governo? Alla luce dei disastri compiuti finora non c’è da aspettarsi nulla di buono.

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