Contagi, Sileri nega l’evidenza: «I migranti sono “controllati”, a preoccuparmi sono i giovani»

martedì 11 agosto 18:19 - di Massimo Baiocchi
Sileri

Riescono a negare pure l’evidenza. Non solo Di Maio e la Lamorgese, ma anche Pierpaolo Sileri. Piovono notizie degli immigrati contagiati, la gente è allarmata, crescono le proteste. Ma al governo fanno finta di non vedere e di non sentire. Neppure quel che è accaduto a Milano – con il migrante positivo al centro di accoglienza (e gli altri in quarantena) scuote l’ammucchiata giallorossa. E neppure a Pozzallo. M5S e Pd brancolano nel buio, divisi tra le idee superbuoniste della Bellanova e la paura di perdere voti.

Sileri; «I migranti vengono controllati»

«Sono preoccupato per coloro che tornano dalle vacanze. I casi di contagio riguardano più queste persone che non i migranti che vengono controllati e quarantenati». Sono queste le parole di Sileri, intervenuto ad Agorà su Rai3, a proposito del rischio contagi coronavirus. Sileri ribadisce la necessità di prestare «massima attenzione» ai migranti, che «devono essere testati» e «controllati perché non devono fuggire». Ma – sottolinea – sono più preoccupato dei casi che arrivano in business class». Che ci sia questo problema è indubbio. Ma appare abbastanza infantile il paragone con i migranti, sia per il numero sia perché è fin troppo evidente che abbia una connotazione politica.

La App Immuni «è temuta ma importante»

Sileri poi parla della App Immuni. Dice che «è stata sottostimata, temuta, vista come un nemico o un orpello inutile. Ma in questa fase è fondamentale. «Se tuo figlio», spiega, «va a ballare in una discoteca o a una festa da 100 persone, si ricorderà i nomi dei partecipanti se dovesse risultare positivo? A luglio», ricorda Sileri, «grazie a Immuni, su un treno è stato individuato un positivo ed è stato bloccato un focolaio». Con il massimo – aggiunge – «rispetto della privacy».

Sileri sul vaccino: è prematuro

In merito al vaccino, «credo che se ne parli troppo in questo momento ed è prematuro. Non è ancora disponibile. O meglio, è possibile che sia disponibile qualcosa di funzionante entro fine anno. Funzionare», ha puntualizzato Sileri, «non significa che sia sicuro».

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