Pozzallo, 73 migranti positivi. La Sicilia è la regione con più casi. Ma gli untori sono i giovani che vanno a Corfù…

martedì 11 agosto 18:04 - di Redazione

A Pozzallo lunedì arriverà l’esercito.  Il prefetto lo ha assicurato al sindaco Roberto Ammatuna, allarmato per i 73 casi di migranti positivi al Covid 19 nell’hotspot locale, che sarà presidiato da 90 militari. “Tutto questo in un solo giorno! – dice l’assessore alla Salute della Sicilia Ruggero Razza annunciando i nuovi contagi – Spero che adesso si capisca perché da mesi parliamo della necessità di un protocollo sanitario e di pesanti sottovalutazioni da parte di Roma”.

La rabbia dell’assessore alla Salute Razza

“Le (non) decisioni adottate – aggiunge Razza – stanno contribuendo drasticamente al contagio continuo dei migranti tra loro con pesanti ripercussioni in termini di sicurezza. Spero che ora tutti comprendano che nessuno ha mai voluto strumentalizzare alcunché: semmai si sta verificando semplicemente quello che avevamo rappresentato da subito alle autorità competenti. Basta. La Sicilia non lo merita!”.

Le continue fughe dei migranti

A ciò si aggiungono le continue fughe di migranti che non rispettano la quarantena. Giorni fa ne sono fuggiti 43. E’ stato il sindaco ad inseguirli sulla strada provinciale. Ieri ne sono fuggiti altri 15, ripresi poi dalla polizia locale. Il risultato è che la Sicilia è la prima regione per aumento di nuovi casi di coronavirus, dove oggi se ne registrano 89. Seguono la Lombardia con 68 e il Veneto con 65. C’è rabbia e sconcerto per la situazione, e non solo a Pozzallo.

La Sicilia sola dinanzi all’emergenza

“La Sicilia – afferma la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini – è stata lasciata sola ad affrontare l’emergenza, e l’unico argine sono le misure varate dal governatore Musumeci, visto che il Viminale non ha ancora predisposto un efficace protocollo sanitario e intende allestire una nuova tendopoli che aggraverà la situazione. Questo è un governo irresponsabile nel senso letterale del termine: sull’immigrazione, come sulla scuola, prima provoca il caos, e poi ne affida la gestione a regioni e comuni”.

La situazione della Sicilia è volutamente sottovalutata: il governo e la maggioranza preferiscono scatenare una nuova caccia all’untore. In questi giorni il “nemico” è individuato nei ragazzi che vanno in vacanza in Spagna o in Grecia (spesso per ragioni economiche e non per mancanza di senso di responsabilità). Sui migranti che continuano a sbarcare, invece, si opta per il silenzio.

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