Bar e ristoranti senza personale. “Colpa di bonus e reddito di cittadinanza”

sabato 8 agosto 15:59 - di Carlo Marini
reddito di cittadinanza

Tra reddito di cittadinanza e bonus, molti giovani preferiscono stare a casa.  “Siamo nel momento clou di una stagione già di per sé molto complicata e si è aggiunto un problema gravoso. La difficoltà a reperire personale. In tanti vengono a fare il colloquio e poi ci rispondono che preferiscono rimanersene a casa, coperti da reddito di cittadinanza, bonus o altre forme di sostegno”. L’allarme è del presidente dell’Associazione Jesolana Albergatori, Alberto Maschio.

Mancano tre lavoratori su 10

“Molti colleghi, ma il problema riguarda anche le attività di ristorazione, stanno continuando a segnalare alla nostra segreteria, ma anche a me personalmente – racconta – la difficoltà a reperire personale. Si tratta di figure professionali tra le più disparate, per un totale che si assesta attorno al 30%. Già nel mese di luglio, quando il lavoro richiedeva l’assunzione di altre persone, avevamo ottenuto una risposta non particolarmente confortante da parte di varie figure professionali. In questo momento la situazione si è aggravata”.

Il reddito di cittadinanza toglie lavoratori

Il problema del reddito di cittadinanza che mette i lavoratori in condizione di restare a casa è una costante. Infatti, è più facile per chi è disoccupato richiedere il reddito di cittadinanza e stare a casa anziché lavorare per alcuni mesi e perdere il diritto al reddito. E, dopo le misure del decreto rilancio, al bonus. Lo scorso anno il problema fu sollevato dalla Regione Liguria, che riscontrò enormi difficoltà nel reperire personale per la stagione estiva. E una difficoltà simile si presentò nella Riviera adriatica. Uno chef di San Benedetto del Tronto aveva lanciato un appello analogo. “Non trovo personale. Nessuno vuole essere messo in regola”, aveva detto al Messaggero. Tuttavia, l’alternativa, paradossale per chi proclamava l’onestà nel suo programma è il lavoro in nero. Il cameriere lavora nel ristorante nell’hotel o al bar in nero. Non perde il reddito di cittadinanza e presta servizio. Non a caso, in questi ultimi tempi le denunce sono moltipicate.

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Daniele 15 settembre 2020

    Eh grazie, con gli stipendi da fame che date, lavoro “part-time” da 10-12 ore al giorno, se va bene a 3 euro all’ora. Un giorno di festa a settimana se Dio vuole. Se non avete personale e per lo sfruttamento che avete fatto per decenni in questa categoria.

  • Matteo 15 settembre 2020

    Vorrei vedere un bell’articolo su come il mondo della ristorazione tratti come schiavi i suoi dipendenti, tra paghe misere, nero, giorni di riposo e ferie inesistenti, orari di lavoro che non stanno né in cielo né in terra. Allora magari quello sarebbe un buon articolo.

  • Emergenza Coronavirus

    In evidenza

    News dalla politica