Sgarbi, replica a Damato e torna ad attaccare la Carfagna: “Patetica velina di puro opportunismo”

sabato 4 luglio 13:47 - di Lara Rastellino
Vittorio Sgarbi foto Ansa

Vittorio Sgarbi non ci sta: nell’aspro botta e risposta in corso con Francesco Damato lui vuole l’ultima parola. E come è solito fare, vuole gridarla a viva voce. Anche ricorrendo all’insulto… Così, affidando alle colonne di Italia Oggi un suo commento in risposta a un duro articolo del giornalista con cui sta duellando da giorni, tra le tante recriminazioni Sgarbi rileva: «Tu, come Corrado Augias, vivi in una stanza chiusa senza sapere cos’è il sentire popolare. Che io intercetto ogni giorno per strada, oltre che sui social, avendo quasi 2 milioni e mezzo di follower. E non grazie ai «giornalisti televisivi che hanno fatto di me quasi l’ospite fisso delle loro trasmissioni». Lo scritto è maturo per l’aggressione verbale all’altra destinataria dei suoi commenti: Mara Carfagna. Tra il critico e la parlamentare, infatti, come noto da giorni è in corso un durissimo scontro, culminato nella ormai celebre espulsione dall’aula del critico d’arte, trascinato a forza dai commessi fuori dall’emiciclo incandescente…

Sgarbi replica a Damato e torna ad attaccare la Carfagna

Ed eccolo il nuovo capitolo delle accuse a Mara Carfagna firmate Sgarbi: «Bene», rilancia il critico e opinionista tv su Italia Oggi in risposta a Damato: Se poi ti piacciono i sepolcri imbiancati come la Carfagna, patetica velina di puro opportunismo piuttosto che di pari opportunità, tienitela stretta». Toni accesissimi, temperatura polemica incandescente. E non è tutto, perché la guerra epistolare continua con nuove ingiurie all’indirizzo della vicepresidente della Camera dei deputati, per una non meglio precisata «ribellione al conformismo filogiudiziario della deputata magistrata e la reazione al moralismo ridicolo di una donna che ha fatto carriera solo grazie alla sua avvenenza. Ma se va bene a te (Damato ndr) che le femmine si trasformino in femministe, te lo lascio pensare». Quindi va avanti rispolverando addirittura la vexata quaestio Craxi.

Fu «il mio il solo intervento in Parlamento a difesa di Craxi»

A proposito della quale Sgarbi tuona: «Quello che non consento invece è, proprio a fronte dei resoconti parlamentari inoppugnabili, che tu (Damato ndr) contesti a me di aver parlato (tra l’altro il 25 Aprile, non il 25 giugno, sulle restrizioni costituzionali del governo) di «aula della menzogna». Ricordando (e fai pure l’infastidito) che Bettino Craxi “sfidò nel silenzio assoluto i suoi critici avversari a smentire di non aver fatto ricorso anche loro a un finanziamento illegale della Politica”». Per poi concludere secco: «Io non solo c’ero. Ma, mentre tutti hanno taciuto, ho fatto il solo intervento in Parlamento a difesa di Craxi, sostenendo la bontà delle sue tesi».

«Se poi ti piacciono i sepolcri imbiancati come la Carfagna che»…

E ancora: «Quindi, invece di farmi prediche, caro Damato, ricorda la storia con correttezza. E non fare inutili moralismi. Anzi, risenti le mie parole, prima dell’intervento della deputata-magistrata, quando io faccio esplicito riferimento alle parole di Cossiga». Quindi, l’affondo finale: «Se poi ti piacciono i sepolcri imbiancati come la Carfagna (…) tienitela stretta. Io non l’ho mai sentita spendere una parola per Craxi»…

 

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