Ponte di Genova, una lettera inchioda Toninelli: la mancata revoca ai Benetton è colpa sua

giovedì 9 Luglio 18:06 - di Redazione
Toninelli

«Le basi per il Ponte di Genova ai Benetton le ha messe Toninelli». A rivelarlo è l’Huffington Post con riferimento ad una lettera, rimasta fino ad ora riservata, partita dal ministero delle Infrastrutture il 5 febbraio 2019, quando a guidare il dicastero c’era ancora il l’esponente grillino. Si tratta di una inviata al commissario per la ricostruzione del ponte Morandi di Genova in cui si legge che «al termine dei lavori l’infrastruttura in questione deve ritenersi riassorbita nel rapporto concessorio vigente al momento del trasferimento». Tradotto: una volta ultimato, il ponte va consegnato a chi è titolare della concessione autostradale. E i titolari della concessione, allora come ancora oggi, sono i Benetton.

Scoop dell’HP diretto da Mattia Feltri

Nella lettera c’è anche scritto che la consegna è legata a «ogni eventuale variazione del rapporto concessorio: in caso di revoca ad Autostrade, il ponte passa al nuovo concessionario. Ma la revoca non è arrivata». Secondo il blog diretto da Mattia Feltri, «quella di Autostrade come gestore del ponte è una scelta obbligata». Legata alla circostanza che vede Autostrade con in mano la concessione. Tutto cambia, se cambia il presupposto, cioè l’identità del concessionario. «Insomma – scrive l’Hp – un ragionamento lineare». A differenza di quello dei Cinquestelle che, ricorda il blog, «ieri sono esplosi di rabbia» quando la ministra Pd Paola De Micheli dice al commissario che l’opera va ridata pro tempore ad Autostrade.

Toninelli ha avallato lui la procedura oggi contestata dal M5S

In effetti la De Micheli non fa altro che procedere nel solco tracciato da Toninelli. Anzi, la sua lettera si limita ad un «affidamento temporaneo», mentre quella di Toninelli contempo, sottolinea l’Hp, «una restituzione tout court dell’opera, a tempo indeterminato». Una circostanza confermata da un altro passaggio della lettera firmata dal dirigente Felice Morisco. E riguarda la disponibilità da parte di Autostrade «a versare i soldi per demolire e ricostruire il ponte». A condizione che al termine dei lavori il ponte faccia compia il seguente percorso: dal commissario al ministero, che a sua volta lo dà al concessionario. Che è sempre Autostrade, cioè Benetton. E sia con la De Micheli che con Toninelli. Che, appare chiaro, non c’era e, se c’era, dormiva.

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