Poliziotti in rivolta contro Conte: «Sbarchi continui, siamo allo stremo. Non siamo schiavi»

martedì 14 luglio 18:15 - di Redazione

Se nei mesi scorsi erano medici e infermieri la prima linea della battaglia al Covid ora sono i poliziotti, con scarsi mezzi e turni massacranti, a fronteggiare l’ondata di migranti che arriva in Italia e che sfugge alla maglia dei controlli. Non è retorica o propaganda: lo stesso ministro Speranza al Senato ha ammesso che l’allerta è altissima per gli sbarchi sulle nostre coste. E le forze dell’ordine si sentono abbandonate dal governo e dal premier Conte. Dalla Calabria alla Sicilia si fanno sempre più drammatiche le denunce degli agenti esposti al rischio contagio per gli sbarchi fuori controllo.

La denuncia del Sap a Siderno

A Siderno, denuncia il Sap, mezzo commissariato è in quarantena dopo gli sbarchi di Pozzallo. E a Lampedusa la situazione è ancora più nera. “I poliziotti in Sicilia stanno vivendo una situazione non più sostenibile per via degli sbarchi continui, in particolare a Lampedusa dove il sistema è in tilt”. Lo afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale della Federazione sindacale di polizia.

Situazione insostenibile a Lampedusa

“Un numero ridicolo di uomini impiegati – continua – turni giornalieri multipli e a volte consecutivi, fino a raggiungere le 32 ore di servizio di seguito, servizi notturni svolti dagli stessi agenti 6 notti su 10, in condizioni disagevoli, senza i necessari tempi di riposo e recupero, con l’esposizione a rischi e pericoli, e con livelli di stanchezza e stress inimmaginabili”.

“Siamo servitori, non schiavi”

Già il Segretario Regionale della Sicilia, Giuseppe Sottile, aveva scritto al ministero dell’Interno spiegando come, nonostante l’impiego del X Reparto Mobile di Catania e dell’XI Reparto mobile di Palermo in servizi di identificazione, vigilanza e accompagnamento dei migranti che sbarcano continuamente, la situazione sia insostenibile in particolare a Lampedusa, dove le 5 squadre di 10 uomini fra Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza non ce la fanno più a reggere il carico di lavoro.

“Siamo Servitori, non schiavi. Non spetta ai poliziotti decidere in tema di politiche migratorie, ma spetta a chi li rappresenta denunciare quando le ricadute delle scelte politiche e amministrative gravano unicamente sulle spalle degli operatori in divisa – continua Mazzetti – tanto da violare il loro diritto a un lavoro dignitoso e sostenibile. E quello che i colleghi stanno svolgendo in Sicilia non lo è più. Se si vuole continuare ad accogliere con queste modalità il sistema deve poter contare su molte più risorse in termini di uomini e mezzi”.

L’affondo di Salvini

Il leader della Lega Matteo Salvini fa due conti e si schiera con gli agenti che lamentano una condizione di lavoro non più sostenibile. “Eppure – dice Salvini – il governo pensa di cancellare i Decreti Sicurezza, anziché applicarli per difendere i confini. 9.372 sbarchi nel 2020, contro i 3.186 registrati nello stesso periodo di un anno fa. Questo governo mette in pericolo l’Italia e perfino le Forze dell’Ordine”.

 

Commenti

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  • Francesco Ciccarelli 15 luglio 2020

    È una guerra non dichiarata: la politica di rigore dell’U.E, le valutazioni delle varie agenzie estere, l’invasione di clandestini mirano a trascinare l’Italia nel caos! Potremmo scoprire che nemmeno gli immigrati bengalesi infetti sono arrivati per caso!

  • Carlo Cervini 15 luglio 2020

    Siamo il campo profughi, possibilmente Covid della UE che in cambio, trattandici da straccioni come siamo ci darà un po di miliardi da sperperare nelle solite marchette elettorali comuniste.
    Meno male che c’è il premier olandese che ha imposto che la quota del fondo perduto sia condizionata agli investimenti veri e controllato pena la restituzione; così agisce un politico serio !

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