Covid, allarme per i positivi arrivati a Roma dal Bangladesh: 600 casi non intercettati

mercoledì 8 luglio 13:54 - di Redazione

Cresce la preoccupazione a Roma e nel Lazio per i casi di Covid importati dal Bangladesh. Al momento sarebbero 77 i positivi al coronavirus arrivati a Roma dal Paese asiatico. Con voli autorizzati dell’Enac. A questi si aggiungo i 36 casi  rilevati all’aeroporto di Fiumicino nella giornata del 6 luglio. Si tratta circa del 13 per cento. “Su quell’aereo era malato 1 su 8: necessari tamponi all’imbarco”, sottolinea la Regione Lazio sulla pagina facebook.

Dati preoccupanti e in crescente aumento che spaventano la Pisana e residenti del quadrante est della Capitale dove la comunità Bangladese è molto numerosa. Nella Asl Roma 1 dei quattro casi registrati nelle ultime 24 ore due sono persone di nazionalità del Bangladesh. Che hanno un link correlabile con i voli internazionali provenienti da Dacca già attenzionati. Altri  due casi arrivano dai pronti soccorso dell’ospedale San Pietro e del Policlinico di Tor Vergata.

Paura per i positivi arrivati dal Bangladesh

Per questo la Asl Roma 2 ha lanciato un appello perché i passeggeri rientrati da Dacca a partire dal 1° giugno eseguano il test per il coronavirus. Dopo un’iniziale diffidenza da parte della comunità del Bangladesh “c’è stata una bella presenza ai centri per i tamponi”, riferiscono. Dopo i 300 test eseguiti ieri, anche oggi al drive di Santa Caterina delle Rose ci sono un centinaio di persone in fila. Nel Paese asiatico l’epidemia da covid è esplosa massicciamente a fine aprile. Ieri sono stati registrati 3027 casi di Covid.  In totale le persone positive al coronavirus sono più di 168mila. Dalle colonne del Messaggero,  Mohammed Taifur Rahman Shah, presidente dell’associazione Ital-Bangla, denuncia lo scandalo dei falsi test. A Dacca bastano tra i 3.500 e i 5.000 taka (36-52 euro) per acquistare un’attestazione sanitaria fasulla. Che permette a chiunque di imbarcarsi e lasciare il Paese.

Caccia ai 600 casi non intercettati

Il Lazio monitora con attenzione la situazione in continua evoluzione. Ma l’allarme è stato trascurato per giorni. Oggi l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato,  informa che ci sono in giro per Roma e in altre regioni 500-600 positivi che non sono stati intercettati. L’assessore si dice ”pronto” a fare tamponi a tutti i passeggeri provenienti da paesi con alta circolazione del virus. ”Lo abbiamo già fatto con questo volo speciale dal Bangladesh. Abbiamo fatto il tampone a 276 passeggeri. Impiegando 40 medici e infermieri Noi non abbiamo problemi, possiamo fare i tamponi a tutti. Ma – ribadisce D’Amato –  il governo deve impegnarsi direttamente”. La Regione è intervenuta con i tamponi e i test sierologici ai passeggeri in arrivo da Dacca direttamente in aeroporto. Una scelta che ha  “disinnescato una “bomba epidemiologica”

La comunità del Bangladesh deve collaborare

Al di là dei controlli è necessario che la comunità risponda in maniera attiva. “Se si hanno i sintomi occorre rispettare l’isolamento per 14 giorni dopo l’arrivo. Ricordando le regole fondamentali di distanziamento”, precisa la Regione. E per coloro che non sono in grado di rispettare la quarantena “vengono messi a disposizione degli appositi alberghi”.

Sileri conferma i dati della Regione Lazio

Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri conferma i dati preoccupanti della Regione Lazio.  “La cifra dei possibili positivi provenienti dal Bangladesh è di circa 600. E’ in atto opera per rintracciare queste persone. Per poter fare il link epidemiologico e tamponi per tutti. Nella giornata di ieri a Roma sui voli atterrati, hanno riscontrato un numero altissimo di soggetti positivi al Covid19“. ll ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ordinato la sospensione dei voli in arrivo dal Bangladesh. In accordo con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, rende noto che è stata disposta una sospensione valida per una settimana durante la quale si lavorerà a nuove misure cautelative per gli arrivi extra Schengen ed extra Ue.

Anche la sindaca Virginia Raggi si sveglia. E si dice preoccupata per l’alto numero di persone arrivate a Roma dal Bangladesh risultate positive al coronavirus. “È fondamentale mantenere alta l’attenzione. E potenziare i controlli su coloro che provengono da Paesi dove la curva di contagio è ancora alta. Non possiamo in alcun modo permettere di vanificare gli sforzi che i romani hanno compiuto finora”.

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