Coronavirus, a Roma la seconda ondata c’è. E arriva dal Bangladesh. La Regione si dia una mossa

lunedì 6 luglio 16:42 - di Redazione

Da giorni il bollettino sanitario della Regione Lazio informa i cittadini sui nuovi casi di positività al Covid legati ai rientri dal Bangladesh. Un problema che rischia di diventare serio se si continua solo a dare i numeri senza prendere drastici provvedimenti. L’assessore alla Sanità Alessio D’Amato ha detto oggi che i nuovi casi a Roma collegati ai rientri dal Bangladesh sono 12. E in tutto arriviamo, con quelli dei giorni scorsi, a 39.

Solo ora si parla di un’ordinanza per fare i tamponi a tutti quelli che arrivano da Dacca. “Stiamo predisponendo l’ordinanza per garantire che vengano eseguiti i test e i tamponi a tutti i viaggiatori del volo speciale in arrivo oggi da Dacca (Bangladesh) autorizzato dall’Enac”, informa Alessio D’Amato. “Le operazioni si rendono necessarie ai fini di sanità pubblica”, aggiunge. “Abbiamo trovato la piena disponibilità da parte di Aeroporti di Roma (Adr)”, sottolinea, precisando che “il rientro è previsto intorno alle ore 17.45. Sono in corso i sopralluoghi tecnici. Dopo lo sbarco e dopo le usuali misure di prevenzione (misurazione della temperatura) – puntualizza D’Amato – verranno svolti, da personale del servizio sanitario regionale e dalle Usca-R, i test sierologici e i tamponi. In attesa degli esiti dovranno esser posti in isolamento. I passeggeri previsti sul volo sono circa 250”.

Finalmente la Regione Lazio sembra essersi svegliata. Ma il problema si conosce da una settimana. Un caso d’importazione dal Bangladesh ha dato origine al focolaio di Fiumicino. Le ordinanze dovevano subito essere fatte, non predisposte in queste ore, anche perché sono stati gli stessi residenti a Roma della comunità del Bangladesh a usare toni allarmati sui rientri da un paese dove il virus circola a livelli da bollino rosso. Queste stesse fonti hanno detto che dal Bangladesh fuggono per venire a curarsi in Italia. Come troppo spesso avviene, le risposte politiche risultano tardive e frutto di sottovalutazione. Si preferisce magari colpevolizzare i ventenni che vanno a fare l’aperitivo mentre si tace sui casi d’importazione che rischiano di far fare passi indietro a Roma e al Lazio nella lotta al virus. Un comportamento irresponsabile che come al solito sarà pagato dai cittadini e da quei settori già duramente piegati dalla crisi.

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