A Roma ancora un positivo che arriva dal Bangladesh. Lì la gente fugge dal virus senza controlli

29 Giu 2020 17:19 - di Adele Sirocchi
Bangladesh

A Roma un altro caso positivo importato dal Bangladesh. Finalmente l’assessore alla Salute Alessio D’Amato invoca controlli più seri che alla partenza evidentemente mancano. Finora sono diversi i casi di positivi arrivati dal paese asiatico e uno di essi ha dato origine al focolaio di Fiumicino, con due ristoranti chiusi.

I casi d’importazione dal Bangladesh stanno diventando un problema

Il problema non va sottovalutato anche se il nostro ministro degli Esteri sembra non essersene nemmeno accorto. I casi di importazione non solo stanno impegnando le Asl nel contact tracing ma fanno anche crescere l’indice di contagio della regione interessata, in questo caso il Lazio, mettendo a rischio il già compromesso reparto del turismo. Il focolaio di Fiumicino sembra essere in relazione con un altro scoperto a Cesena.

Il focolaio di Cesena

Qui sono arrivati a cinque i contagiati da Covid-19 all’interno della famiglia bengalese rientrata nei giorni scorsi in Romagna dal Paese d’origine. Si è aggiunto un nuovo figlio positivo. I cinque (genitori e tre figli) sono tutti asintomatici e in isolamento. La situazione, ma sono in corso ulteriori verifiche, parrebbe in qualche modo legata a un altro focolaio scoperto nel Lazio a Fiumicino, sempre tra immigrati dal Bangladesh.

Ma c’è di più. Uno dei portavoce della comunità del Bangladesh riferisce che dal suo paese la gente scappa paura del virus magari confidando nelle cure del sistema sanitario italiano visto che in quel Paese la gestione del contagio da coronavirus è di fatto inesistente e i casi sono in continuo aumento.

Bangladesh, la gente fugge dal virus e arriva da noi senza controlli

“Siamo a favore di controlli più rigidi sugli arrivi dal Bangladesh. Condanniamo l’irresponsabilità del governo del nostro Paese che non riesce a gestire la situazione”, dice Mohamed Taifur Rahman Shah, presidente dell’Associazione Italbangla. E continua : “I primi contagi in Bangladesh si sono verificati ai primi di marzo per via di nostri connazionali che rientravano dall’Italia. Oggi siamo arrivati a circa 140mila casi: il Bangladesh è tra i primi stati al mondo per numero di contagi”. “Chi cerca di arrivare dal Bangladesh in Italia oggi lo fa per due motivi. Il primo è per tornare sul luogo di lavoro. Il secondo è più preoccupante ed è collegato alla diffusione del coronavirus nel nostro Paese. Il governo del Bangladesh è irresponsabile e non riesce a dare risposte: non ci sono tutele per la salute, cure mediche, è il far west. E’ anche per questo che qualcuno cerca di fuggire. Il governo non riesce a controllare chi parte e siamo preoccupati”.

 

Commenti

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  • giovanni vuolo 29 Giugno 2020

    Naturalmente non è pensabile continuare con questa sfrenata infornata di disperati senza alcun controllo o limitazione. Ma, se devo dire la mia, giustifico più questi del Bangladesh che gli altri. Almeno costoro
    hanno un motivo serio, diverso dall’ allegra invasion del Paese di Bengodi..