Meloni a Conte: «Non voto nulla a scatola chiusa». E su Roma: «Ho in mente un candidato»

giovedì 2 luglio 19:03 - di Augusta Cesari
Meloni

“Non sono in grado di dirle ora se voteremo un altro scostamento di bilancio a scatola chiusa… Dipende da cosa ci si fa”. Così Giorgia Meloni, leader di Fdi, ospite di Skytg24, risponde a chi gli chiede conto delle prossime mosse e dello stato dei rapporti con l’esecutivo. Conte non si illuda, scandisce: “Il  premier  ci ha mandato una lettera di invito” a palazzo Chigi per un confronto con le opposizioni. ”Noi abbiamo chiesto il testo finale degli Stati Generali” come base per discutere. “E invece oggi ci hanno inviato una tavola sinottica… Abbiamo avuto un elenco della serie ‘ragazzi a scuola’, ‘5 G’… Poi c’è la voce ‘rafforzamento delle imprese’. Ditemi voi se questo è un testo di partenza serio…”. La Meloni la prende con ironia e sconforto al tempo stesso. La situazione è grave e la sciatteria dell’esecutivo induce al pessimismo sul futuro.
”Ieri Conte ci ha mandato una lettera in cui ci ha detto: vorrei parlarvi. Va bene, ci faccia sapere quando, visto che questo appuntamento non viene mai convocato… Fino ad ora l’invito al confronto erano inutili passerelle. Per cortesia, siccome non vogliamo parlare del sesso degli angeli, ci mandino un testo di partenza serio. Fino ad ora non c’è ancora una data” di questo vertice governo-opposizioni.

Meloni: «Per noi la via maestra sono le elezioni»

Nell’intervista a tutto campo  Giorgia Meloni risponde su più punti: sulla legge elettorale, sul caso sollevato  da Silvio Berlusconi con l’apertura al governo Conte, sulle elezioni a Roma.”Questa maggioranza in realtà vuole il proporzionale per far tornare l’Italia nella palude della Prima Repubblica... La legge elettorale che vogliono è molto peggio” di quella attuale, chiarisce  Giorgia Meloni. Ancora ribadisce un punto fermo, scandito con coerenza da sempre:”Per noi l’alternativa” al governo Conte ”sono solo le elezioni”. Lo ribadisce sostenendo a proposito dell’intervista di oggi a ‘Repubblica’ di Silvio Berlusconi che  ”il titolo di questa intervista mi sembra, in verità, un tantino forzato…”.

Sulle donne battaglia ridicola dei cinquestelle

Dice la sua, poi, sull’ultima idiozia tirata fuori dal cilindro dei grillini, ossia il cambio di nome alla Camera: “Ecco le priorità dei partiti di governo in Parlamento: aggiungere ‘Deputate’ alla denominazione ‘Camera dei Deputati’. Davvero pensano sia questo il problema delle donne in Italia? Perché per me, e lo dico da donna, queste sono battaglie ridicole e armi di distrazione di massa”. Lo afferma intervenendo anche su  Twitter  su questa nuova “genialata” in stile Boldrini.

Poi si parla di Roma, dove sabato a piazza del Popolo FdI rappresenterà le istanze degli italiani più esasperati e più colpiti dall’emergenza sanitaria ed economica. Ma Roma chiama Raggi, degrado, città abbandonata a se stessa, incapacità. Ed allora la domanda sulle prossime elezioni comunali è d’obbligo. La Raggi sembra avere il coraggio di ripresentarsi ai romani. Senza un minimo di pudore. Allora il centrodestra dovrà opporle un candidato coi fiocchi. La Meloni ha le idee chiare, non si fa prendere in contropiede, anche se non scopre le sue carte:  ”Ho in mente il nome di un candidato sindaco ma non vi darò nessun indizio. Sarà un nome all’altezza della situazione…”. Le promesse di Giorgia Meloni sono una garanzia di serietà.

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